Fabio Capello, intervistato da «Marca», ha parlato del VAR, del Mondiale a 48 squadre, delle sue formazioni favorite per la prossima Coppa del Mondo, dell'Italia - costretta nuovamente allo spareggio - e degli arbitri, verso i quali ha parole pesanti.
Hai fretta? blue News riassume per te
- Fabio Capello, intervistato da «Marca», si scaglia contro gli arbitri: «Sono una mafia, dovrebbero avvalersi della collaborazione di ex giocatori o allenatori».
- L'ex coach di Real, Juve, Milan e Roma ricorda di aver analizzato con la UEFA 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori, le quali sono state esaminate da ex giocatori ed ex allenatori, e sei di queste erano rigori e 14 no.
- Le sue favorite per i prossimi Mondiali? Spagna e Francia, ma anche l'Inghilterra sta facendo bene. Poi c'è il Brasile di Ancelotti, da valutare.
- Italia ancora agli spareggi. Secondo il 79enne c'è troppa tattica, mentre i bambini in Spagna toccano il pallone, affinano la tecnica.
In una lunghissima intervista rilasciata al sito spagnolo «Marca», l'ex allenatore Fabio Capello ha parlato della sua carriera, dei grandi calciatori che ha avuto il piacere di allenare, e gestire, del fenomeno Lamine Yamal e anche di arbitri, categoria verso i quali si è lanciato con la sua conosciuta aspra dialettica.
«Gli arbitri sono una mafia»
Cambiano i tempi e le tecnologia, ma c'è sempre più polemica sull'uso del VAR.
«Questo è un argomento che mi fa molto arrabbiare» risponde l'ex coach di Real Madrid, Milan e Juve. Il 79enne parla del modo di arbitrare in Inghilterra che convince tutti: «Non potrebbe essere esportato e portato nel campionato spagnolo o in quello italiano?»
Detto ciò, da friulano verace, don Fabio si scaglia contro la categoria dei fischietti e chi li gestisce. «Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono avere ex giocatori per il VAR, che conoscono i movimenti del calcio, il movimento che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi... E molte volte prendono decisioni sbagliate, perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti».
Se un giocatore è alto alto 1 metro e 90 e l'altro è 1 metro e 75, quando il difensore grande muove il braccio è all'altezza del viso dell'attaccante - più piccolo, è normale, logico, naturale secondo l'ex coach italiano, che sbotta: «Questa cosa mi fa impazzire, impazzire».
Capello ha ricordato di aver analizzato con la UEFA 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori, le quali sono state esaminate da ex giocatori ed ex allenatori, e sei di queste erano rigori e 14 no.
Chi vincerà il Mondiale secondo don Fabio?
Secondo don Fabio qual è la squadra favorita a vincere il prossimo Mondiale?
«Mi piace molto la Spagna, la Francia sempre, hanno Mbappé ma anche altri buoni giocatori. Anche gli inglesi, che stanno facendo molto bene. E vediamo cosa succede con il Brasile, con Ancelotti».
Il 79enne si sofferma sulla sua prima scelta, la Spagna. «Luis de la Fuente ha cambiato il sistema di gioco della Spagna, uno stile Guardiola con molti passaggi, passaggi più verticali e un calcio più veloce, non solo per toccare fino ad annoiarsi, giocando molto aperto. Sta facendo un ottimo lavoro».
Calciatori troppo spremuti? 48 nazionali ai Mondiali. Troppe?
E sul fatto che per la prima volta nella storia saranno ben 48 le squadre partecipanti alla fase finale del Mondiale?
L'ex selezionatore di Russia e Inghilterra è convinto che i cinque cambi a partita sia necessari, ma alla fine ogni squadra «ha 14 o 15 titolari di livello superiore». Concorda sul fatto che ci saranno troppe partite.
La nazionale Azzurra: troppa tattica in Italia
E cosa pensa il nativo di San Canzian d'Isonzo dell'Italia, che dovrà giocarsi lo spareggio a marzo contro l'Irlanda del Nord - in caso di vittoria se la vedrebbe contro la vincente della sfida tra Galles- Bosnia/Erzegovina?
«Nell'undici titolare del Milan c'è un italiano; alla Juventus solo due; l'Inter quattro o cinque; la Roma due o tre. Questa è la chiave».
Capello non vede molte opportunità per il futuro e punta il dito contro il sistema di allenamento: «C'è molta tattica e poco calcio. A 12 anni, i bambini imparano la tattica, perché già la tattica? Bisogna toccare, toccare, toccare, gestire la palla e conoscere l'ABC del calcio».
Colui che ha vissuto in Spagna per due anni, quando allenava il Real Madrid ricorda i bambini a cui piaceva toccare e toccare la palla. «Tecnica, tecnica... Ora il calcio è più veloce, e se non hai tecnica, dove vai?».