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Fabian Hürzeler, sinistra, critica il modo di giocare dell'Arsenal di Arteta.
Imago - blue Sport
Dopo la vittoria dell'Arsenal a Brighton, il tecnico dei Seagulls Fabian Hürzeler accusa la capolista di usare le «arti oscure» del calcio moderno per spezzare il ritmo delle partite e sfruttare i limiti dell'arbitraggio.
La vittoria di misura per 1-0 dell'Arsenal sul campo del Brighton & Hove Albion consolida il primato dei Gunners in Premier League, ora con sette punti in classifica sul Manchester City dopo il pari fatto registrare contro il Nottingham Forest.
Ma a far discutere non è solo il verdetto del campo. Nel post-partita, l'allenatore dei Seagulls Fabian Hürzeler ha lanciato un duro attacco al pragmatismo del suo collega Mikel Arteta, accusando la capolista di sfruttare scientemente i vuoti regolamentari e la sudditanza psicologica degli arbitri per spezzare il ritmo del match.
Il tecnico tedesco non ha nascosto una profonda frustrazione: «Chiedo solo una cosa: avete mai visto in Premier League un portiere accasciarsi tre volte nella stessa partita?», ha tuonato in conferenza stampa riferendosi a David Raya, rimasto a terra in più occasioni per interrompere il forcing dei padroni di casa.
Per l'allenatore più giovane della storia della Premier, questi episodi sono il sintomo di un problema strutturale: «Non puoi controllare queste derive. Per questo la lega deve introdurre regole più chiare e severe».
Secondo Hürzeler, il punto non riguarda un singolo episodio, ma una strategia deliberata che in Inghilterra chiamano ormai «Dark Arts» (le arti oscure).
«Se gli arbitri permettono tutto, diventa impossibile giocare. A quel punto le squadre finiscono per farsi le proprie regole», ha proseguito. «In questo momento ho la sensazione che l'Arsenal stia facendo esattamente questo».
Il tecnico del Brighton non ha messo in discussione il cinismo necessario per vincere, ma l'estetica del percorso: «È un modo diverso di intendere il calcio. Se l'Arsenal alzerà il trofeo, nessuno si chiederà come ci sia riuscito. Io, però, non sarò mai un allenatore che accetta di vincere in quel modo».
I numeri di questa stagione sembrano confermare i suoi sospetti. Secondo i dati Opta, l'Arsenal è la squadra che impiega più tempo in assoluto prima di battere i calci d'angolo: oltre due ore di tempo morto complessivo accumulate dall'inizio del campionato, con una media di 4 minuti e 18 secondi a partita persi solo per l'esecuzione dei corner.
Un dato che alimenta il dibattito su quanto i Gunners stiano effettivamente gestendo - o letteralmente sabotando - il cronometro.
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Per il 33enne, la questione è anche di rispetto verso il pubblico: «In alcune partite si vedono 60 minuti di calcio effettivo. Contro l'Arsenal arriviamo a stento a 50. Sono dieci minuti di differenza che i tifosi pagano per vedere e che gli vengono sottratti. Se chiedessi a uno spettatore neutrale se ha apprezzato lo spettacolo, probabilmente alzerebbe la mano solo un sostenitore dell'Arsenal».
Dal canto suo, Arteta ha preferito la via del sarcasmo: «Che sorpresa...», ha commentato con un sorriso amaro quando gli sono state riportate le parole del collega.
Il tecnico spagnolo ha ricordato come certe critiche siano ormai un «classico» dopo le sfide contro il Brighton, chiudendo la porta a ogni replica: «Dipende da chi parla, dal contesto e dal fine che vuole ottenere».
Il risultato, però, resta scolpito: l'Arsenal continua a correre verso un titolo che manca da 20 anni. Resta da capire se, oltre alla volata per il trofeo, nelle prossime settimane si accenderà un processo mediatico su quanto spazio i regolamenti concedano a questa gestione estrema delle gare.
Perché nel calcio la furbizia è sempre esistita. Ma soprattutto in questa stagione l'Arsenal di Arteta sembra voler scambiare per astuzia ciò che, in realtà, assomiglia molto di più a comportamenti antisportivi.