Trovato un errore?
Segnalalo ora
Durante i Mondiali, Sandro Schärer è stato relegato al ruolo di quarto uomo.
Immagine
Selezionato tra i 52 arbitri centrali del Mondiale, lo svittese Sandro Schärer torna a casa senza aver diretto neppure una partita. Una scelta difficile da comprendere per quello che è considerato il decimo miglior arbitro al mondo, mentre la Svizzera attende dal 2010 un successore di Massimo Busacca.
In aprile, la lista della FIFA aveva il sapore di una consacrazione. Tra i 52 arbitri designati per dirigere le partite della Coppa del Mondo figurava infatti un nome ben noto al calcio svizzero: Sandro Schärer.
Per il movimento arbitrale elvetico le aspettative erano enormi. Lo svittese avrebbe dovuto raccogliere l’eredità di Massimo Busacca, ultimo arbitro elvetico ad aver diretto una partita nella più importante competizione calcistica internazionale. Era il 2010.
Per tutta la durata del torneo, Sandro Schärer è stato relegato al ruolo di quarto ufficiale. Al centro del campo? Mai. Neppure una volta.
Un’esclusione sorprendente per un arbitro considerato il decimo migliore al mondo. Una decisione ancora più difficile da spiegare alla luce delle prestazioni disastrose e controverse offerte da alcuni suoi colleghi durante il Mondiale.
Dei 52 direttori di gara convocati, dieci hanno condiviso la stessa sorte. Escludendo il somalo Omar Artan, respinto al suo arrivo negli Stati Uniti, e gli arbitri provenienti da Nuova Zelanda, Perù, Costa Rica, Giamaica e altri Paesi, emerge un dato inequivocabile: Schärer è stato l’unico arbitro europeo a non ricevere neppure un’occasione.
I Mondiali si svolgono dall'11 giugno al 19 luglio in Messico, Canada e Stati Uniti. 48 nazioni si contendono l'ambito titolo di campione del mondo. blue News è presente sul posto per fornirvi le ultime notizie, i retroscena, tutti i gol e i risultati.

KEYSTONE
Perché una simile esclusione? La FIFA ha forse privilegiato considerazioni geopolitiche e criteri di rappresentanza a scapito del valore tecnico?
Interpellato sulla questione, Pierluigi Collina, figura simbolo e responsabile dell’arbitraggio mondiale, ha evitato di entrare nel merito: «Le designazioni arbitrali in Coppa del Mondo si basano prima di tutto su criteri sportivi».
Una spiegazione che fatica a persuadere gli addetti ai lavori. Secondo l’ex arbitro internazionale Saïd Ennjimi, i meccanismi interni della FIFA restano in gran parte indecifrabili.
«I criteri precisi per la designazione degli arbitri rimangono piuttosto opachi e sono lasciati alla discrezione della commissione arbitrale della FIFA. In linea di principio, dalla fase a eliminazione diretta in poi si privilegiano arbitri esperti, abituati alle grandi competizioni continentali, quindi soprattutto europei o sudamericani. Ma, nel quadro dell’allargamento del torneo da 32 a 48 squadre, la FIFA vuole lanciare sempre più arbitri di altre confederazioni ritenuti promettenti», ha spiegato al quotidiano francese «L’Équipe».
Schärer potrebbe dunque aver pagato la politica di apertura verso gli altri continenti. Una tesi che, però, regge difficilmente di fronte al curriculum di primissimo piano dell’arbitro svizzero.
Basti ricordare che ha diretto recentemente la semifinale di Champions League tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco, oltre all’ultima finale di Nations League tra Portogallo e Spagna.
A quanto pare, distinguersi ai massimi livelli del calcio europeo non basta più per rientrare nei piani della FIFA.
Avete detto strano? Sì, strano.