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COntro la Spagna Vozinha ha chiuso la saracinesca.
IMAGO/ZUMA Press
Da semisconosciuto a fenomeno globale nel giro di poche ore. Con le sue parate contro la Spagna, il quarantenne Vozinha ha regalato a Capo Verde uno storico pareggio mondiale e ha visto il suo seguito sui social esplodere da 50'000 a oltre 5 milioni di follower.
Al triplice fischio finale, le telecamere hanno cercato istintivamente il volto dell'eroe più inatteso. Josimar Dias, per tutti Vozinha, era a terra, sommerso dalle lacrime.
A 40 anni e 12 giorni, mentre il tabellone sanciva l'incredibile 0-0 contro la Spagna, il portiere di Capo Verde aveva appena scritto una delle pagine più importanti della storia sportiva del suo Paese.
Il pareggio contro i campioni d'Europa in carica ha scatenato la gioia dei tifosi dei «Tubarões Azuis» e conquistato anche gli spettatori neutrali.
Ma quella notte di Atlanta avrebbe avuto conseguenze ben oltre il terreno di gioco.
Il miracolo sportivo ha infatti provocato un'esplosione mediatica senza precedenti.
Prima del fischio d'inizio contro le Furie Rosse, il profilo Instagram di Vozinha contava circa 50'000 follower, un seguito rispettabile, ma lontano dai numeri delle grandi star del calcio mondiale.
Nel giro di poche ore, però, quel numero è schizzato oltre i 5 milioni. Un'ascesa vertiginosa che ha trasformato il veterano capoverdiano in uno dei volti simbolo dell'inizio di questo Mondiale.
Dietro i numeri dei social si nasconde però una storia ben più profonda.
I Mondiali si svolgono dall'11 giugno al 19 luglio in Messico, Canada e Stati Uniti. 48 nazioni si contendono l'ambito titolo di campione del mondo. blue News è presente sul posto per fornirvi le ultime notizie, i retroscena, tutti i gol e i risultati.

KEYSTONE
Dietro quei riflessi mostrati contro la Spagna c'è il percorso di un uomo che ha dovuto lottare a lungo per conquistarsi un posto nel calcio professionistico.
Capo Verde è un arcipelago situato a circa 600 chilometri dalle coste dell'Africa occidentale. A Mindelo, la città dove è cresciuto, Vozinha si è spesso scontrato con lo scetticismo di chi non credeva nelle sue qualità.
«Ero uno dei migliori dell'isola, ma mi scartavano perché dicevano che ero troppo basso», ha raccontato alla «BBC».
Il professionismo è arrivato soltanto a 25 anni.
Da allora la sua carriera lo ha portato in Slovacchia, Angola, Moldova e Cipro, prima dell'approdo al Chaves, club della seconda divisione portoghese. Un percorso lontano dai riflettori e dalle grandi ribalte del calcio europeo.
Lunedì sera, quel sogno ha incrociato la storia diventando realtà.
Scendendo in campo contro la Spagna, Vozinha è diventato il più anziano esordiente nella prima partita mondiale della storia di una nazionale, superando il primato stabilito appena ventiquattro ore prima dal portiere di Curaçao Eloy Room.
Nella storia della Coppa del Mondo, soltanto l'egiziano Essam El Hadary ha disputato una gara mondiale a un'età più avanzata.

Vozinha in volo.
IMAGO/ZUMA Press Wire
Dopo la partita, il portiere non è riuscito a trattenere l'emozione.
«Ho pianto perché sono cresciuto con i miei nonni», ha raccontato stringendo il premio di migliore in campo. «Purtroppo sono morti alcuni anni fa. Erano tutto per me».
Il pensiero è andato anche alla madre, rimasta a casa. «Non è potuta venire ad Atlanta perché non siamo riusciti a pagare in tempo il visto. Avrei voluto averla qui».
Parole che raccontano bene lo spirito di questa nazionale capoverdiana. «La nostra arma migliore è l'unità familiare. Molti pensavano che fossimo venuti al Mondiale soltanto per partecipare. Non è così. Rispettiamo tutti, ma siamo qui per lottare e rappresentare la nostra patria».
Anche il suo nome sembrava quasi scritto dal destino. Sempre stando al media britannico, il padre avrebbe voluto chiamarlo Valdano, in onore dell'ex campione argentino Jorge Valdano, ma l'anagrafe locale si oppose. Alla fine fu scelto Josimar, come il terzino brasiliano che si mise in mostra ai Mondiali del 1986.
Quarant'anni dopo, è il nome di Vozinha a prendersi la scena.
Non soltanto per aver fermato la Spagna o per aver conquistato milioni di follower in una notte, ma perché la sua storia ricorda ancora una volta quanto il calcio africano sappia produrre imprese capaci di sorprendere il mondo.
E l'avventura di Capo Verde è appena cominciata.
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