La Svizzera ha potuto finalmente stappare lo champagne (già pronto da qualche giorno) e festeggiare la qualificazione ai Mondiali americani del 2026, certificata con l'1-1 ottenuto contro il Kosovo nell'ultima partita del girone B.
Un risultato arrivato al termine di un match non perfetto dei rossocrociati, che non oscura però l'ottima campagna di qualificazione, conclusa con 4 vittorie e 2 pareggi.
Per la sesta edizione consecutiva, l'undicesima in totale, la massima competizione per nazionali vedrà dunque scendere in campo gli elvetici.
In campo con Sow e Manzambi dal primo minuto, la truppa di Yakin non ha sfruttato l'atteggiamento passivo dei padroni di casa per pungere, con l'unica occasione del primo tempo che è arrivata con Aebischer ben imbeccato da Embolo, ma incapace di superare Murici.
A cambiare il corso della partita ci ha così pensato Vargas, che al 47' ha approfittato di una palla persa dalla difesa kosovara per sbloccare il match.
Con i cambi effettuati all'ora di gioco i Dardani sono cresciuti, riuscendo a pareggiare con una bella conclusione di Musljia al 74', ma mancando il sorpasso nonostante il forcing finale.
Yakin: «Siamo stati dominanti»
È un Murat Yakin comprensibilmente raggiante quello che si è presentato ai microfoni al termine del pareggio con il Kosovo che ha permesso alla Svizzera di staccare il pass per il Mondiale.
«Sono veramente fiero della mia squadra e del mio staff, siamo capitati in un girone complicato e non era scontato fare ciò che abbiamo fatto», ha commentato il tecnico.
«In questa campagna abbiamo saputo essere dominanti, abbiamo messo in campo un bel gioco, segnando tante reti e concedendone poche. Come allenatore non potevo chiedere di meglio», ha concluso Yakin.