L'Iran conferma la sua presenza ai Mondiali, ma mette sul piatto della FIFA dieci condizioni. Alcune possono sottostare al potere di Gianni Infantino, altre meno. Intanto, si riaffaccia l'ipotesi del ripescaggio dell'Italia.
Hai fretta? blue News riassume per te
- Il presidente della Federazione iraniana di calcio (FFIRI), Mehdi Taj, ha ribadito la partecipazione dell'Iran ai Mondiali di calcio.
- Teheran ha però avanzato 10 condizioni alla FIFA. Tra queste vi sono garanzie affinché tutti i giocatori, gli allenatori e i funzionari che accompagneranno la squadra ricevano il visto, compresi coloro che hanno svolto il servizio militare presso il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) dell'Iran.
- In precedenza, il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva chiarito che le persone legate all’IRGC potrebbero incorrere in restrizioni all’ingresso negli Stati Uniti.
- Tra le richieste iraniane figurano inoltre il rispetto della bandiera e dell’inno nazionale, oltre a maggiori misure di sicurezza negli aeroporti, negli hotel e negli stadi.
- L'Iran chiede anche di evitare domande che vadano oltre le «questioni tecniche calcistiche».
- Intanto, il rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali, Paolo Zampolli, ha rilanciato l’idea di un possibile ripescaggio della Nazionale italiana: «Avere l'Italia ai Mondiali, questo è il mio sogno...».
Il portavoce della commissione parlamentare iraniana, Ebrahim Rezaei, ha affermato, come riportato anche da blue News, che una delle risposte dell'Iran in caso di un altro attacco statunitense-israeliano sul proprio territorio «potrebbe essere l'arricchimento dell'uranio al 90%».
Mentre la situazione geo-politica rimane incerta e tesa, Teheran ha fatto sapere che sì parteciperà ai Mondiali di calcio di quest'estate, ma ha chiesto una serie di garanzie alla Fifa e ai paesi ospitanti del torneo.
Come riportato anche dalla «BBC», la Federazione calcistica iraniana (FFIRI) ha dichiarato che la sua Nazionale parteciperà al torneo «senza rinunciare in alcun modo alle nostre credenze, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni», insistendo al contempo sul fatto che i paesi ospitanti «devono tenere conto delle nostre preoccupazioni».
Le richieste della nazionale iraniana
Le richieste arrivano dopo che al presidente della FFIRI, Mehdi Taj, era stato negato l’ingresso in Canada in occasione del Congresso FIFA dello scorso mese.
Successivamente, Taj ha rivelato che l'Iran aveva sottoposto alla FIFA dieci condizioni per partecipare ai Mondiali, in programma dall'11 giugno negli Stati Uniti, in Messico e in Canada.
Tra le richieste contenute in un comunicato ufficiale figurano garanzie affinché tutti i giocatori, gli allenatori e i funzionari al seguito della Nazionale possano ottenere il visto, compresi coloro che hanno svolto il servizio militare presso il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC).
Va ricordato che l'IRGC è considerato un'organizzazione terroristica sia in Canada sia negli Stati Uniti e che i presunti legami di Mehdi Taj con il gruppo sarebbero stati tra i motivi del rifiuto del suo ingresso in Canada.
Teheran chiede inoltre garanzie sul trattamento riservato alla Nazionale, compreso il rispetto della bandiera e dell'inno nazionale, nonché una maggiore sicurezza negli aeroporti, negli hotel e negli stadi durante il torneo.
Richieste queste, che saranno più facili da soddisfare per la FIFA rispetto ad altre.
La FIFA che forse tutto non può
La FIFA può contribuire a supervisionare la logistica del torneo, i protocolli ufficiali e il trattamento riservato alle delegazioni partecipanti durante la competizione stessa.
Tuttavia, le questioni legate ai visti, ai controlli alle frontiere e alla sicurezza restano in ultima istanza di competenza delle autorità statunitensi e non della FIFA.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha già dichiarato che i calciatori iraniani sarebbero i benvenuti al torneo, avvertendo però che le persone legate al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) potrebbero comunque incorrere in restrizioni all'ingresso negli Stati Uniti.
Ciò pone la FIFA di fronte a un delicato equilibrio tra la garanzia della partecipazione di tutte le squadre qualificate e la gestione delle realtà politiche che circondano le relazioni tra Teheran e Washington.
Anche alcune delle altre richieste avanzate dalla federazione iraniana potrebbero rivelarsi difficili da applicare nella pratica.
Secondo quanto riportato dalla «BBC», i dirigenti iraniani avrebbero chiesto ai giornalisti di evitare domande che vadano oltre le «questioni tecniche calcistiche».
Nel caso dell'Iran, però, il confine tra calcio e politica è spesso sottile. Temi come le convocazioni, il sostegno pubblico alla Nazionale o il clima attorno alle partite possono infatti assumere sia una dimensione sportiva sia politica.
Il commissario tecnico Amir Ghalenoei ha recentemente ammesso che alcune partite dell'Iran ai Mondiali potrebbero svolgersi in un contesto politicamente delicato.
Nonostante le crescenti tensioni, al momento non vi sono comunque segnali che la Nazionale iraniana intenda rinunciare alla partecipazione al torneo.
L'ipotesi Italia non del tutto affossata
Allo stesso tempo però, come riporta «adnkronos.com», il rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali Paolo Zampolli è tornato sul tema del ripescaggio dell'Italia durante la trasmissione televisiva «Il Processo al 90°».
«Avere l'Italia ai Mondiali, questo è il mio sogno...».
L'unica ipotesi che potrebbe riaprire le porte della Coppa del Mondo agli Azzurri resta quella legata a un'eventuale esclusione dell'Iran, scenario che ha riportato d'attualità la possibilità di un ripescaggio dell'Italia.
Alla domanda su cosa ne pensa Donald Trump dell'Italia ripescata Zampolli risponde: «Il presidente adora l'Italia, bisognerebbe chiederlo a lui».