Lo Zambia è stato sconfitto lunedì nella Coppa d'Africa dai padroni di casa del Marocco. I Chipolopolo hanno totalizzato solo due punti al termine della fase a gironi e sono così eliminati. Il ministro dello Sport del Paese ricorda i loro fasti passati e torna alla mente la grande tragedia del calcio zambiano.
Lo Zambia è un Paese bellissimo, ricco di bellezze naturali impareggiabili, tra cui le cascate Vittoria e tutto il bacino dello Zambesi. La sua gente è cordiale. Il Paese risulta uno tra i più sicuri del Continente.
Il calcio pervade le strade dei villaggi, le piazze delle città. È lo sport nazionale.
La nazionale del Paese è conosciuta come «Chipolopolo», in italiano «Proiettili di rame». Il soprannome popolare deriva dalla ricca industria mineraria del metallo del paese e simbolo di forza, velocità e potenza.
Asfaltati ed eliminati dal Marocco
Purtroppo la nazionale dello Zambia, impegnata nella Coppa d'Africa che si svolge in Marocco, è stata eliminata dopo aver perso per 3 a 0 dai padroni di casa.
Le parole dure del ministro dello sport
Il ministro della Gioventù, dello Sport e delle Arti, Elvis Nkandu, ha dichiarato che il governo non è soddisfatto della prestazione della nazionale, soprattutto considerando la storia dello Zambia come ex campione africano.
«Sono deluso dalla prestazione dei nostri ragazzi. Dobbiamo iniziare immediatamente a riorganizzarci. I nostri giocatori non hanno mostrato il carattere, il patriottismo, il senso di responsabilità e la voglia di vincere che ci si aspetta da chi indossa la maglia della nazionale», ha dichiarato il Ministro.
«Questa non è una bella prestazione per gli ex campioni. Esortiamo la Federcalcio dello Zambia (FAZ), la squadra tecnica e i giocatori a riflettere e a chiedersi se questi siano i risultati che desideravano veramente per il Paese».
Sentimenti ed esternazioni pubbliche che si possono comprendere conoscendo i popoli africani e l'orgoglio calcistico che affonda le radici nella storia del calcio zambiano, quando come la fenice si alzò dagli inferi per volare tra le volte celesti.
Campioni d'Africa contro ogni aspettativa
I Chipolopolo hanno vinto il titolo africano per nazioni nel 2012, quando nessuno se lo aspettava.
Si presentarono alla competizione da sfavoriti e senza alcun precedente successo di rilievo. Contro ogni pronostico, arrivarono in finale, che si tenne a Libreville, la capitale del Gabon.
Libreville, la città del grande dolore
19 anni prima, sempre a Libreville, decollò l'aereo con a bordo l'intera nazionale dello Zambia di allora. I Chipolopolo erano diretti in Senegal, dove avrebbero dovuto disputare una partita di qualificazione per i Mondiali.
Il velivolo si schiantò pochi minuti dopo il decollo, nell'Oceano Atlantico, causando la morte di tutti i 18 giocatori, 12 membri dello staff di supporto e dell'equipaggio.
Un tragedia nazionale che colpì duramente il popolo dello Zambia.
Libreville, la città della «Provvidenza»
E come se il grande dolore potesse fungere da fertilizzante per la gioia, successe che proprio la città ricordata dagli zambiani con tristezza diventò invece luogo di gloria eterna: i Chipolopolo sconfissero la Costa d'Avorio in finale per 8-7 ai calci di rigore.
Questa vittoria rappresentò più della semplice affermazione dello Zambia come campione continentale. Significava onorare coloro che avevano aperto la strada al calcio zambiano. Per i giocatori zambiani, la loro vittoria fu un segno della Provvidenza. Era destino che si ergessero dove i loro colleghi erano caduti.