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David Lemos è tornato a parlare del clamore inaspettato suscitato dal suo discorso di chiusura dopo la finale tra Spagna e Argentina.
KEYSTONE
Dopo il suo intervento di critica contro gli eccessi del calcio mondiale, diventato virale sui social network, il famoso commentatore della RTS David Lemos ha fornito alcune spiegazioni sulle pagine di un quotidiano francese.
Due giorni dopo la conclusione dei Mondiali David Lemos è tornato a parlare dell'enorme clamore suscitato dal suo intervento al termine della finale Spagna-Argentina e, al contempo, della sua quarta Coppa del Mondo in qualità di commentatore.
Il giornalista della RTS ha fornito le sue spiegazioni al «Figaro».
«Ho ritenuto fosse mio dovere menzionare alcuni fatti che hanno caratterizzato il torneo e che, del resto, sono stati riportati dai media di tutto il mondo. Credo che sia proprio ciò che ci si aspetta da un’emittente di servizio pubblico», ha spiegato via e-mail al media francese .
Sebbene il 46enne vodese abbia rivelato di aver preparato il proprio intervento in anticipo per essere «preciso nelle sue affermazioni», ha assicurato di non averne discusso con il proprio datore di lavoro: «Sapevo di poter contare sul sostegno dei miei superiori, senza doverglielo chiedere.»
David Lemos ha inoltre ammesso di non aver previsto una tale ondata di reazioni e ha tenuto a rispondere alle poche critiche che gli sono state rivolte.
«Sono sorpreso da così tante reazioni e, per quanto mi riguarda, non mi considero né coraggioso né scontroso (ndr: come mi accusavano alcuni utenti). Ho pronunciato quelle parole al termine di una diretta di quasi tre ore, nel momento in cui dovevo trarre le conclusioni e chiudere la trasmissione dopo cinque settimane di competizione.»
«In un momento del genere, credo che anche il pubblico appassionato di calcio si aspetti da noi un po’ di distacco rispetto all’evento», si è difeso.
Infine, il commentatore vodese ha tenuto a relativizzare la portata del suo intervento: «Non ho lezioni da dare a nessuno, e tanto meno nel contesto così difficile che i media stanno vivendo oggi», ha precisato.
«So e vedo quali pressioni gravano su molti dei miei colleghi e colleghe, in tutti i settori di cui si occupano. Le mie poche frasi, in fin dei conti piuttosto innocenti, non sono nulla in confronto al vero coraggio dimostrato da molti giornalisti.»