Incredibile pressione psicologica su Shaqiri

Piccolo come un seme di papavero?  "Io non ho paura"

bfi

12.9.2018

Sheridan Shaqiri, centrocampista del Liverpool 
Keystone

"Se dovesse venire a Belgrado, diventerà piccolo come un seme di papavero", racconta il direttore sportivo della Stella Rossa di Belgrado riferendosi a Shaqiri. 

È la scena che ha fatto più discutere la Svizzera e gli svizzeri da anni a questa parte: il gesto della doppia aquila messo in mostra da Shaqiri dopo aver siglato la rete alla Serbia in occasione della seconda partita della Nazionale al Mondiale di Russia 2018.

I tifosi serbi non hanno dimenticato il gesto dello svizzero-kossovaro Sheridan Shaqiri. Shaq dovrà recarsi in Serbia il 6 di novembre per giocarsi l'incontro di Champions League con il suo attuale club, il Liverpool. L'avversario di Belgrado sarà la Stella Rossa, cioè il club più titolato nella storia calcistica della Jugoslavia e quattro volte vincitore della Serbian Superliga - il massimo campionato nazionale -. Insomma, la storia gloriosa e il fiore all'occhiello del calcio serbo.

Secondo il 'Liverpool Echo' i fans serbi starebbero preparando un caloroso benvenuto proprio a Sheridan Shaqiri.

Nell'ironia del messaggio, si cela un "incredibile pressione psicologica".

Porprio di "pressione psicologica" parla Zvedan Terzic, il direttore sportivo della Stella Rossa, che ricorda come "Shaqiri sa bene quanto la Stella Rossa è un simbolo della Serbia". Terzic dubita alquanto che il folletto della nazionale svizzera si recherà nel Paese balcanico. "Se dovesse venire, diventerà piccolo come un seme di papavero", aggiunge il direttore sportivo. 

Incontrato dal 'Blick', lo stesso Shaqiri racconta di questa futura partita a Belgrado: "Non mi lascio assolutamente spaventare - racconta Shaq -. Ho letto ciò che è stato scritto a proposito, ma io andrà a Belgrado per giocare a calcio. Non ho nessuna paura." 

Il direttore sportivo della Stella Rossa, che non dimentica di essere vero uomo di sport, promette che da parte sua farà "tutto il possibile per far sì che Shaqiri si senta bene e che possa giocare a calcio". 

"È un nostro dovere proteggerlo - conclude Terzic -; cercheremo di essere dei buon padroni di casa". 

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