L'intervista a blue News Sepp Blatter: «Il mio medico dice che potrei arrivare a 100 anni»

Michael Wegmann

10.3.2026

Sepp Blatter festeggia un compleanno importante.
Sepp Blatter festeggia un compleanno importante.
zVg

Sepp Blatter compie 90 anni. L'ex presidente della FIFA racconta come festeggerà, quali persone gli mancano di più e quali sono i suoi desideri, nel corso di un'intervista in cui - per una volta - quasi non cita Gianni Infantino.

Michael Wegmann

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Sepp Blatter festeggia il suo 90° compleanno nella sua città natale, Visp, con circa 70-80 persone e parenti stretti. Una festa organizzata dalla figlia Corinne.
  • Si sente mentalmente molto in forma e guarda alla sua vita senza rimpianti, rivela in un'intervista a blue News.
  • Per una volta, Blatter parla di Sudoku invece che di calcio e di Nelson Mandela invece che di Gianni Infantino.

Sepp Blatter, tanti auguri di buon compleanno. Come e con chi festeggerà i suoi 90 anni?

Sepp Blatter: A Visp, dove tutto è cominciato. Martedì dalle cinque del pomeriggio mi farà molto piacere ritrovarmi con la mia famiglia e i miei cari. Ma alle nove si chiude: dopotutto non abbiamo più vent'anni. L'ospite più importante è anche la padrona di casa, mia figlia Corinne. Sarà una festa volutamente raccolta, con circa 70-80 persone.

Come si sente?

Mentalmente formidabile. Non mi qualificherei ai Giochi Olimpici come atleta. Ma come giocatore di sudoku sì: lì una medaglia sarebbe garantita.

Cosa desidera per il suo compleanno?

Vorrei che si realizzasse quello che ho definito il nostro nuovo motto di famiglia il 1° novembre 2025: Viviamo tutti in pace e amore. E dimentichiamo l'odio, l'invidia e la gelosia.

Si farà anche un regalo?

Il regalo è poter stare con le persone che amo. Più avanti nel mese organizzerò anche un aperitivo per i miei amici di Zurigo, dove vivo anch'io.

Qual è il regalo più bello che ha mai ricevuto?

Aver potuto trasformare la mia grande passione, il calcio, nella mia professione. E pensare che mio padre aveva strappato il mio primo e unico contratto da professionista con il Lausanne-Sport dicendomi: «Con questo non guadagnerai mai soldi». Si sbagliava.

Quali sono i suoi obiettivi per i prossimi anni?

L'orologio della vita dovrebbe continuare a ticchettare ancora per qualche anno. Quanto, però, non lo sappiamo. Il mio medico dice che con il mio cuore potrei arrivare a cent’anni, ma che non devo più esagerare.

Che cosa le dà più gioia in questo momento?

Raggiungere i 90 anni, che nel calcio è un numero quasi magico. E sapere che sono ancora una persona richiesta. Forse addirittura più popolare dell’attuale presidente della FIFA (ride).

Guardando ai suoi 90 anni di vita, di cosa va più fiero?

Della mia famiglia: mia figlia Corinne, suo marito Dominik e mia nipote Selina. E del fatto di aver contribuito a rendere il calcio, in tutto il mondo, un fenomeno sociale e culturale.

Di cosa si pente di più?

Non si può tornare indietro nel tempo. Per questo non ha senso avere rimpianti. La penso come Edith Piaf: «Non, je ne regrette rien» («No, non rimpiango nulla»).

È nato il 10 marzo 1936 a Visp. Qual è il suo primo ricordo d’infanzia?

Mia madre, della quale ero il preferito dichiarato. E mio padre, che ha lavorato quarant'anni alla Lonza (azienda storica dell'industria farmaceutica, ndr.) e durante la Seconda guerra mondiale fu chiamato al servizio attivo.

La sua vecchia scuola elementare di Visp oggi si chiama Sepp Blatter Schulhaus. Lei era un buon alunno?

Sì. Siccome ero sempre piccolo e gracile, dovevo farmi valere con la testa e con la parola. Le mie armi sono sempre state il linguaggio e l'argomentazione.

Per anni è stato il dirigente sportivo più potente al mondo. Quale personalità avrebbe voluto incontrare e avrebbe voluto dirle?

Prima di tutto una cosa: non mi sono mai considerato un «funzionario». Suona come un impiegato e mi fa venire il mal di testa. Sono un uomo di calcio nel cuore e sono stato un manager dello sport, forse il primo in senso moderno.

La personalità più importante per me ho avuto la fortuna di incontrarla davvero: Nelson Mandela. Lo ringraziai per ciò che aveva fatto per l'umanità con la sua vita. E una sua frase mi è rimasta particolarmente impressa: bisogna perdonare, ma non dimenticare.

Sepp Blatter e Nelson Mandela durante un incontro a Johannesburg nel settembre 2008,
Sepp Blatter e Nelson Mandela durante un incontro a Johannesburg nel settembre 2008,
KEYSTONE

Quale persona le manca di più?

Mia madre. Anche per questo la password del mio computer porta il suo nome, ma non ditelo in giro.

Con quale motto affronta il prossimo anno di vita?

Ogni giorno della vita è un giorno di festa. E poi: prenditi tempo per i tuoi amici, altrimenti sarà il tempo a portarti via gli amici.