La questione di un possibile boicottaggio dei Mondiali 2026 è al centro di un acceso dibattito. Un esperto legale svizzero sconsiglia ai tifosi di recarsi negli Stati Uniti e trova l'appoggio dell'ex presidente della FIFA Sepp Blatter.
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- L'ex presidente della FIFA Sepp Blatter si è espresso a favore di un boicottaggio dei Mondiali negli Stati Uniti, citando l'esperto svizzero di diritto penale Mark Pieth per sconsigliare ai tifosi di recarsi negli USA a causa dei problemi legati all'ingresso nel Paese.
- Le critiche sono alimentate dalla politica dell’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, in particolare dalle misure radicali di espulsione, dalla violenza contro i manifestanti e dalle crescenti tensioni geopolitiche.
- Secondo i critici, tifosi provenienti da diversi Paesi - tra cui Iran, Haiti, Senegal e Costa d'Avorio - risultano di fatto esclusi dalla partecipazione alla Coppa del Mondo a causa delle restrizioni d’ingresso imposte dagli Stati Uniti.
L'ex presidente della FIFA Sepp Blatter è intervenuto nel dibattito sul possibile boicottaggio dei tifosi ai Mondiali di quest'estate, acceso in risposta alla linea del governo statunitense.
L'89enne ha condiviso sul portale X una citazione dell'avvocato penalista ed ex presidente della Commissione FIFA Mark Pieth, tratta da un'intervista al quotidiano «Tagesanzeiger», commentando: «Penso che Mark Pieth abbia ragione a mettere in discussione questa Coppa del Mondo».
Nell'intervista pubblicata pochi giorni fa, Pieth ha dichiarato: «Se mettiamo insieme tutto ciò di cui abbiamo parlato, c'è un solo consiglio per i tifosi: state lontani dagli Stati Uniti. Tanto lo vedrete meglio in televisione. E poi, una volta entrati nel Paese, i tifosi devono aspettarsi di poter essere rispediti a casa con il primo volo disponibile se non soddisfano i funzionari. Se sono fortunati».
Blatter e Pieth alla FIFA nello stesso periodo
Blatter è stato presidente della FIFA dal 1998 al 2015. L'attuale numero uno Gianni Infantino è il suo successore. Blatter si è dimesso dall’incarico in seguito alle indagini per corruzione che hanno scosso la federazione.
Pieth ha presieduto il Comitato indipendente di governance della FIFA dal 2011 al 2013. In precedenza, dal 1989 al 2013, è stato presidente del gruppo di lavoro dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sulla lotta alla corruzione.
Anche in Germania, di recente, sono emersi appelli isolati al boicottaggio della Coppa del Mondo negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. A riaccendere il dibattito è stato il vicepresidente della DFB e presidente del club St. Pauli, Oke Göttlich, che ha sollevato la questione in relazione alla linea politica del presidente Donald Trump.
Il presidente della Federazione tedesca Bernd Neuendorf si è invece detto contrario a un boicottaggio, mentre negli ultimi giorni altri dirigenti e diversi giocatori della Bundesliga hanno mantenuto una posizione molto prudente.
I tifosi di alcune nazionali non possono entrare nel Paese
Nel contesto delle tensioni tra gli Stati Uniti e diversi Paesi europei della NATO, alimentate anche dalle dichiarazioni aggressive di Trump sull'eventuale annessione della Groenlandia, dal mondo politico si sono levate voci che invitano a riconsiderare la partecipazione alla Coppa del Mondo.
A rafforzare le critiche contribuiscono inoltre la politica radicale dell'amministrazione Trump in materia di deportazioni e l'uccisione di cittadini statunitensi durante proteste a Minneapolis da parte di agenti federali.
I tifosi di alcune nazionali qualificate, come Iran e Haiti, non possono in ogni caso recarsi negli Stati Uniti a causa del divieto di viaggio imposto a cittadini dei loro Paesi.
Anche per i sostenitori della Costa d'Avorio e dei campioni africani del Senegal, privi di una seconda cittadinanza, viaggiare per seguire la Coppa del Mondo risulterebbe estremamente difficile.
Il presidente degli Stati Uniti ha giustificato queste misure parlando di «carenze nei controlli e nei sistemi di verifica».