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Segnalalo oraNel podcast del Basilea «Achzädreyenünzig», il presidente David Degen parla apertamente del cambio di allenatore, di una stagione deludente e dei piani per il futuro.
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Il Basilea è ben lontano dalle alte aspettative di inizio stagione. In campionato, in Coppa e anche sul piano internazionale, i campioni svizzeri in carica hanno mancato chiaramente gli obiettivi prefissati. Nel podcast «Achzädreyenünzig», il presidente David Degen non usa mezzi termini.
«Ci sono state partite che non devono succedere a una squadra come il Basilea. Una partita del genere in una stagione si può anche digerire, ma noi ne abbiamo avute diverse. Sono state prestazioni inaccettabili, che non hanno a che fare con la qualità, bensì con mentalità e valori. Su questo, come club, non scendiamo a compromessi.»
«Ero invitato in tribuna e non potevo semplicemente andarmene. Altrimenti me ne sarei andato, lo dico sinceramente. Ho persino pensato di scendere negli spogliatoi all’intervallo, ma poi ho rinunciato. Di quella partita si salva solo il nome. Non possiamo presentarci così come Basilea. Sarebbe potuta finire anche 6-0 e non avremmo avuto nulla da dire.»
«Ha accettato la sfida, e questo dice molto del suo carattere e di dove vuole arrivare come allenatore. È giovane, certo, e commette errori, ma deve anche poter sbagliare. A livello comunicativo, a volte si è espresso in modo poco felice: ne è consapevole e sa di dover migliorare. A volte, meno è meglio. Siamo qui per imparare.
Per come la vedo io, Stephan è uno dei primi allenatori, da quando abbiamo preso in mano il club, che tira dritto senza compromessi e non guarda in faccia a nessuno. Per lui contano prestazione e risultati.»
«Stiamo lavorando alla prossima stagione già da oltre un mese. Vogliamo cambiare volto e tornare all’attacco. Dobbiamo anche essere autocritici: probabilmente la scorsa estate abbiamo commesso errori nella composizione dello staff e in alcune scelte di rosa. Oggi ne paghiamo le conseguenze. Dobbiamo affrontare questi errori e analizzarli.
Finché avrò voce in capitolo in questo club, non faremo trasferimenti tanto per farli. Ogni franco incassato deve essere speso con criterio.»
«Jonas Omlin è un ottimo giocatore e una grande persona, sicuramente un candidato per noi. Ma il mio desiderio, se posso dirlo da presidente, è che Yann Sommer chiami presto. Sa tutto, deve solo dare un segnale. Non so però se sarà possibile realizzarlo, né conosco i suoi piani. Ma ho una stima enorme di Yann, come uomo e come giocatore. E questo non significa che Jonas non sia anch’egli un candidato eccellente.»