Trezeguet: «Una Serie A più equilibrata farebbe bene alla Juve»

fon

28.2.2018

David Trezeguet vuole una Serie A più competitiva.
Teleclub

Mercoledì scorso all'Allianz Stadium di Torino è stato presentato il nuovo orologio Classic Fusion Chronograph Juventus, un nuovo cronografo di Hublot dedicato alla squadra bianconera. A margine dell'evento abbiamo avuto la possibilità di intervistare David Trezeguet. Impegnato con la maglia della Juve dal 2000 al 2010 a provocare dispiacere ai portieri avversari, l'ex bomber francese è ora uomo immagine dei bianconeri, un vero e proprio ambasciatore della «Vecchia Signora» nel mondo. Con «Trezegol» abbiamo discusso della Serie A, della stagione della Juve e dei cambiamenti che hanno rivoluzionato il calcio nel corso degli ultimi anni.

Al momento come giudichi la stagione della Juventus?

La Juve la vedo molto bene. La squadra ha degli obiettivi molto chiari, ossia vincere sia a livello nazionale che internazionale. Sino ad ora i ragazzi di Allegri hanno dimostrato di essere all’altezza, e si stanno affacciando al momento decisivo della stagione in un eccellente stato di forma.

In questa stagione c'è una squadra che dimostra di poter tenere testa ai bianconeri fino alla fine. Merito del Napoli o demerito della Juve?

La Juventus sta facendo una stagione strepitosa, come sta dimostrando di essere in grado di fare anche il Napoli. Semplicemente sono due grandi squadre che possono contare su ottimi giocatori. Non sarà facile per i bianconeri perché la squadra di Sarri è molto ben preparata, tuttavia la Juve punta in alto con la sua filosofia di gioco e l’obiettivo è quello di vincere lo scudetto.

Secondo te chi vincerà la Serie A?

Per me sarà una lotta all’ultimo sangue. La Juventus vuole vincere il campionato, è obbligata dalla sua storia ed è il desiderio di giocatori, società e tifosi. Quest’anno però i bianconeri devono fare i conti con un avversario molto agguerrito e preparato: il Napoli una squadra molto forte.

È il bello del calcio, negli ultimi anni i bianconeri hanno dominato in lungo e in largo mentre quest’anno c’è una squadra che riesce a tener loro testa. Dover fare i conti con una concorrente molto forte non può che far bene alla Juventus e alla Serie A stessa.

Quali differenze principali noti fra la tua Juve e quella attuale?

Bisogna dire che quando io sono arrivato alla Juventus, la Serie A era il campionato più importante d’Europa. In seguito il calcio italiano ha avuto un calo importante, anche se piano piano si sta riprendendo. La Juve sta dominando da tantissimo tempo, ma in realtà alla Juventus stessa farebbe comodo un livellamento della qualità del campionato verso l’alto, aiuterebbe senza alcun dubbio i giocatori a comportarsi ancora meglio nelle partite di Champions League.

Il mondo del calcio è cambiato...

Il mondo del calcio sta cambiando, e continuerà a farlo. Al giorno d’oggi le cifre spese dalle società per accaparrarsi i migliori giocatori sul mercato sono importanti, è una caratteristica di questo “nuovo calcio”.

In futuro secondo me bisognerà trovare una linea più equilibrata. Ora il calcio ha un dominio totale sul pubblico e le grandi squadre vogliono avere i grandissimi campioni. Di conseguenza le società più blasonate hanno l’interesse di ingaggiare i migliori giocatori sulla piazza, e questi campioni si pagano…

Si dovrà lavorare molto su questo aspetto, a livello delle varie federazioni ma anche a l’UEFA e la FIFA dovranno prendere in mano la situazione per stabilire un equilibrio più giusto dal punto di vista finanziario nel mondo del calcio. Da qualche anno ormai si spendono delle cifre esorbitanti e per il bene del calcio si devono trovare delle soluzioni.

Preferivi il calcio del decennio scorso o quello attuale?

Il calcio è cambiato e bisogna abituarcisi. Dal lato sportivo non ci sono stati cambiamenti radicali, gli obiettivi rimangono quelli di vincere e continuare a crescere. Per esempio la Juve lo sta facendo in Italia e cerca di crescere imponendosi anche in Europa. Fare paragoni è sempre difficile, ma secondo me l’idea del calcio non è cambiata completamente: la voglia di vincere e il desiderio di imporsi sono rimasti la benzina di questo sport.

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