Con il 4 a 0 al Basilea si è detto addio allo Stadio Cornaredo e allo storico capitano Mattia Bottani, a cui la società non ha rinnovato il contratto da giocatore. Mister e bomber si sono espressi sulle loro sensazioni e sul loro futuro professionale.
La stagione del Lugano si è conclusa e un capitolo è giunto al termine: quello di Mattia Bottani, che ha disputato oltre 400 partite in bianconero.
Al quasi 35enne l'inviato della RSI Niccolò Casolini ha chiesto come ha vissuto questa giornata: «È stata una giornata intensa. Arrivando qua pian piano mi rendevo conto che era l’ultima volta qui.
«Quando il mister mi ha chiamato per entrare in campo poi stavo per crollare, perché mi sono reso conto che era l’ultima volta su questo campo. Non ero molto presente, ma nell’ultima occasione ho dato tutto perché avrei voluto chiudere con un gol. Ma sono contento che abbiamo vinto e conquistato l’Europa».
Un pensiero per Angelo Renzetti e Jonathan Sabbatini
Bottani è un sinonimo di Lugano dic Casolini: «Sono cresciuto a 200 metri da qua, è impossibile per me non essere luganese. Sarò sempre il primo tifoso di questa squadra».
E il Futuro? «Come già detto più volte voglio continuare a giocare perchö ho ancora il livello per farlo, ho avuto offerte dall’estero ma è presto per dire cosa succederà. Devo poi chiaramente anche valutare se ne vale la pena.»
Il capitano bianconero ha una parola per due persone in particolare: «Uno è Angelo Renzetti (l'ex presidente ndr.), è grazie a lui se ho cominciato e continuato qua. L’altro è Sabba (Jonathan Sabbatini, ndr), abbiamo condiviso 300 partite con questa maglia e siamo amici, non solo per quello che abbimao vissuto in campo, ma anche pe ri valori che ci uniscono fuori.».
Le scuse a Mister e società da parte di Zanotti
Anche Mattia Zanotti ha un pensiero per «il Botta»: «Ho vissuto due anni spettacolari con Mattia. Sia fuori che in campo, va via il giocatore ma rimane il capitano e la persona che è stata».
Una grande soddisfazione chiudere a Cornaredo con l’Europa: «Bisogna ringraziare il pubblico, abbiamo vissuto grandi emozioni qua. Mercato? Io non so niente ero focalizzato sul Lugano, ora vado in vacanza e poi si riprenderà».
Prima del pensiero per il compagno di squadra l'italiano ha voluto tornare sulle forti dichiarazioni che ha fatto qualche giorno fa contro il modulo con cui è stata messa in campo la squadra in alcune occasioni in stagione: «Volevo chiedere scusa al mister e alla società, la mia era un’opinione e non mi permetterei mai di criticare il mister».
«Ho sbagliato, mi sono già scusato in privato sia con la società che con l'allenatore. Sono qua per imparare e anche in questo caso ho imparato.»
Croci-Torti: «È qualcosa di storico per il club»
«Sono molto orgoglioso per quello che hanno fatto oggi i miei giocatori, ci hanno messo una fame fuori dal comune e hanno dimostrato che volevano a tutti i costi raggiungere gli obiettivi: arrivare in Europa per la quinta volta di fila, che è qualcosa di storico per un club come il Lugano, fare il record di punti. »
«Non siamo partiti bene in stagione, ma siamo stati bravi a reagire. Sicuramente finire così con uno stadio pieno in omaggio al nostro capitano fa piacere. Il tempo delle emozioni arriverà, tra qualche giorno.»
«Abbiamo giocato l'Europa sempre fuori casa, quest'anno potremo farlo in casa, potremo non viaggiare. Per vincere il campionato non dobbiamo sbagliare l'inizio focalizzandoci subito sulle partite e non sul mercato. Abbiamo dimostrato che una volta chiusosi il mercato tutti i giocatori erano concentrati solo sul campionato. »
«È un privilegio iniziare una nuova era alla AIL Arena»
«Dobbiamo capire meglio le dinamiche individuali e non sbagliare più gli approcci. So che la società sta lavorando molto bene su tutti i profili che potrebbero arrivare, di gente che ha fame, che ha voglia di venire a Lugano».
E sul futuro di Croci-Torti? «Questo è il lavoro più felice che possa fare un ticinese in Ticino. Se guardiamo a quello che c'è alle mie spalle (il nuovo polo sportivo ndr.) è qualcosa di incredibile, fantastico. Poter iniziare questa nuova era da allenatore del Lugano nella AIL Arena per me è un privilegio. E lo dovrà essere per tutti quelli che lavoreranno qui.»