Trovato un errore?
Segnalalo ora
L'arbitro portoghese Joao Pinheiro espelle lo svizzero Breel Embolo (7) durante la partita dei quarti di finale dei Mondiali di calcio tra Argentina e Svizzera, disputata sabato 11 luglio 2026 a Kansas City, nel Missouri. (AP Photo/Ed Zurga)
KEYSTONE/AP Photo/Ed Zurga
La Svizzera viene eliminata nei quarti di finale dei Mondiali. Dopo la sconfitta della Nati contro l’Argentina, sul web si parla solo di una cosa: l’espulsione di Breel Embolo.
È la fine amara di un torneo in cui la Nazionale svizzera è arrivata fino ai quarti di finale, riuscendo non solo a mettere in difficoltà i campioni del mondo in carica, ma anche, a tratti, a dominarli.
È stato solo ai tempi supplementari che la squadra di Murat Yakin ha dovuto arrendersi, pur giocando in inferiorità numerica.
Più che la straordinaria prestazione degli svizzeri, sono le decisioni degli arbitri a finire sotto i riflettori. In particolare, l’episodio che ha probabilmente deciso le sorti della partita, relativo al secondo cartellino giallo a Breel Embolo.
«È una regola che non ha nulla a che vedere con il calcio. Oggi ne abbiamo pagato le conseguenze. Per me è assolutamente incomprensibile: quella regola ha rovinato la nostra partita», ha dichiarato l’allenatore della Nati Murat Yakin durante la conferenza stampa post-partita, senza riuscire a darsi una spiegazione.
E precisa: «Per me non c’era alcun motivo di dare il cartellino giallo al giocatore argentino. Era una situazione innocua. Prima c’erano state situazioni con gambe tese e gomitate, ma non era successo nulla».
A Yakin viene chiesto come stia Embolo. «Potete immaginare come stia Breel. Eppure era stato attaccato più volte in precedenza. Dare la colpa a lui sarebbe assolutamente assurdo. Breel è distrutto. Fa male a lui, fa male a noi».
Fa male «essere puniti in questo modo per un errore dell’arbitro». E aggiunge: «Abbiamo messo in difficoltà il campione del mondo. Ma alla fine non ci serve a nulla».
Il 51enne non è il solo a pensarla così. Anche in rete questa vicenda suscita perplessità:
«Il VAR interviene per mostrare il cartellino giallo a Embolo perché l’arbitro ha preso la decisione sbagliata e ha ammonito Paredes? Era solo un fallo, non da cartellino giallo, non è verificabile. È pura follia».
Questi contenuti provengono da provider esterni come YouTube, TikTok o Facebook. Per visualizzare questi contenuti, abilita "Pubblicità Swisscom su piattaforme di terze parti".
«Il problema del secondo cartellino giallo non è la regola sulla simulazione. L’arbitro ha erroneamente estratto il cartellino giallo e il giocatore svizzero è stato punito più severamente. Se l’arbitro avesse fischiato solo il fallo, Embolo sarebbe ancora in campo».
Questi contenuti provengono da provider esterni come YouTube, TikTok o Facebook. Per visualizzare questi contenuti, abilita "Pubblicità Swisscom su piattaforme di terze parti".
«Non è mai un cartellino giallo contro Paredes. Non è mai un cartellino giallo contro Embolo. Consideralo un fallo normale oppure lascia proseguire il gioco e dì al giocatore di rialzarsi. È assurdo come sia andata a finire».
Tra i critici figurano anche i sostenitori della nuova regola secondo cui, se un giocatore sbagliato riceve un cartellino giallo, il VAR può intervenire e il cartellino viene mostrato al giocatore giusto.
Ma in questa situazione avrebbero auspicato maggiore sensibilità da parte della terna arbitrale.
Questi contenuti provengono da provider esterni come YouTube, TikTok o Facebook. Per visualizzare questi contenuti, abilita "Pubblicità Swisscom su piattaforme di terze parti".
«Buon senso. Per questo non viene MAI assegnato un cartellino giallo in diretta. E solo perché l’arbitro ha valutato male la situazione, Embolo deve essere espulso?! Ritira il cartellino giallo contro l’Argentina e dai loro la palla».
Questi contenuti provengono da provider esterni come YouTube, TikTok o Facebook. Per visualizzare questi contenuti, abilita "Pubblicità Swisscom su piattaforme di terze parti".
Tutte queste discussioni non servono a nulla alla Nazionale svizzera. «Non possiamo cambiarlo», afferma anche Yakin.
Alla fine, però, il 51enne allenatore della Nazionale è comunque orgoglioso di ciò che la sua squadra ha realizzato in questa partita e in questo torneo.