Zlatan e Romelu, due bomber dall'anima diversa

bfi

26.1.2021

MILAN, ITALY - FEBRUARY 09:  Romelu Lukaku of FC Internazionale and Zlatan Ibrahimovic of AC Milan gesture during the Serie A match between FC Internazionale and  AC Milan at Stadio Giuseppe Meazza on February 9, 2020 in Milan, Italy.  (Photo by Marco Luzzani - Inter/Inter via Getty Images)
Zlatan Ibrahimovic (sinistra) e Romelu Lukaku
Inter via Getty Images

Per i quarti di finale di Coppa Italia, al San Siro, scenderanno in campo Inter e Milan: un derby tra prime della classe, uno scontro tra il 're' e il 'dio' di Milano. 

In Serie A finora hanno messo tutti dietro, una é prima (Milan) e l'altra é seconda (Inter), una rappresenta(va) la classe operaia (Milan), l'altra era la formazione della borghesia meneghina del tempo. 

La sfida di Coppa Italia propone dunque una grande sfida tra due delle formazioni italiane più vincenti di sempre, le prime della classe oggi, rappresentanti della stessa città.

Due bomber per due milanesi

A San Siro scenderanno in campo anche due campioni che stanno elettrizzando le relative tifoserie, due bomber con storie diverse da raccontare e gol pesanti da contabilizzare per conto delle due società milanesi che hanno creduto in loro. 

Parliamo ovviamente di Zlatan Ibrahimovic - 12 reti stagionali in 9 apparizioni - e Romelu Lukaku - 12 reti in 16 partite disputate in stagione -.

Zlatan, l'uomo del ghetto

Zlatan - che in passato ha vestito anche la maglia dell'Inter - è un ragazzone nato in un ghetto di Malmoe, in Svezia, dove la mano d'opera straniera doveva sbracciare per farsi riconoscere dai biondi efficienti nativi scandinavi. Ibrahimovic non si è mai lavato di dosso queste origini tanto che ancora oggi, a quasi 40 anni suonati e dopo aver vinto tutto e dappertutto, continua a dover urlare al mondo quanto è bravo. 

Romelu, un belga come altri

Romelu è invece nato in Belgio da un padre che aveva fatto del calcio motivo di vita e che poi si è bene inserito nel tessuto multiculturale belga. Una famiglia povera quella di Lukaku, perché il padre aveva sbagliato degli investimenti. 

Figli di immigranti entrambi, Ibra e Lukaku, ma cresciuti in contesti culturali diversi, in paesi distinti che hanno forgiato le loro storie e il loro presente. 

La Svezia degli svedesi e il Belgio di molti

La Svezia non ha mai avuto colonie fuori dai suoi confini, le ha create in casa. Il Belgio, dopo la peccaminosa gestione del Congo - il papà di Lukaku è nato lì - ha saputo creare una società multiculturale in casa propria, cercando forse di farsi perdonare per gli errori del passato.

Così è successo che nonostante tutti i suoi successi Zlatan Ibrahimovic é sempre ancora un alieno dalle parti di Malmoe, dove la sua statua è stata deturpata. Una ex stella della nazionale delle Tre Corone che ha sempre dovuto fare a spallate per far convivere le sue due anime sotto il tessuto giallo della maglia della nazionale. In una delle sue autobiografie Ibra ha scritto: «Volevo soltanto essere accettato».

Romelu Lukaku, Marouane Fellaini, Vincenti Kompany sono l'esempio della multiculturalità del nazionale belga, della forza della coesione che l'ha portata a diventare una delle nazionali più forti degli ultimi anni. Lukaku è uno di loro, un belga a tutti gli effetti, senza apparenti spaccature nazionaliste nell'anima. 

Manchester United's Belgian striker Romelu Lukaku (L) and Manchester United's Swedish striker Zlatan Ibrahimovic attend a team training session at the club's training complex near Carrington, west of Manchester in north west England on March 12, 2018, on the eve of their UEFA Champions League round of 16 second-leg football match against Sevilla. / AFP PHOTO / Oli SCARFF        (Photo credit should read OLI SCARFF/AFP via Getty Images)
Romelu Lukaku (sinistra) e Zlatan Ibrahimovic ai tempi del Manchester United (2018).
Getty Images

A Milano Zlatan ha trovato una tifoseria che lo adora, una città che lo rispetta e una squadra - figlia di operai - che in qualche modo gli assomiglia più di altre grande formazioni per le quali ha giocato.

Lukaku ha conquistato la simpatia dei tifosi nerazzurri grazie alle sue reti, alla sua generosità in campo e ad un comportamento più defilato, quasi borghese.

Ex compagni di squadra

Lukaku e Ibrahimovic si conoscono da un po', giocarono addirittura insieme al Manchester United. Il bulldozer nerazzurro non è dunque nuovo alle battute dell'ex compagno.

«Ti do 50 sterline per ogni stop giusto», gli avevo detto Ibra ai tempi dello United. Ibra ha un controllo di palla più delizioso, non ci sono dubbi. Se la frase detta a Lukaku abbia sorbito l'effetto motivatore sperato è un' altra storia.

La Coppa Italia da non sottovalutare

Il derby di stasera dovrà rimettere il progetto Milan al centro dopo la brutta sconfitta subita sabato contro l'Atalanta, mentre Conte, dal canto suo, lo sa, non può permettersi sbavature perché la concentrazione deve rimanere alta sempre per arrivare fino in fondo, se si vuole davanti a tutti.

«Romelu ha una voglia matta di spaccare il mondo», ha detto Zlatan parlando della gara di stasera. Una voglia che lo svedese ha dentro da sempre. 

La sfida é lanciata. 

La vincente di questo quarto di finale incontrerà in seguito la vincente tra Juventus e Spal. 

Tornare alla home pageTorna agli sport