«Ero semplicemente sollevato» Ecco come l'intelligenza artificiale ha salvato la carriera di questo atleta svizzero

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4.5.2026 - 12:27

Julien Wanders ha partecipato alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021.
Julien Wanders ha partecipato alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021.
KEYSTONE

Record europei, sogni di gloria e poi il crollo. Julien Wanders, talento svizzero della corsa, si è perso tra infortuni e dubbi per anni. Finché un giorno ha digitato le parole giuste… e l’IA ha cambiato tutto. La sua storia è stata raccontata dal «Blick».

Antonio Fontana

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Julien Wanders, talento svizzero della corsa, ha raggiunto l’élite europea con record straordinari prima di precipitare in una lunga crisi fisica e sportiva.
  • Allenamenti eccessivi e carichi troppo intensi hanno minato il suo corpo, provocando infortuni e problemi mai chiariti per anni.
  • Nemmeno medici e cambi di allenatore sono riusciti a individuare la causa del suo declino.
  • La svolta arriva in modo inatteso, quando grazie a una ricerca online e all’intelligenza artificiale scopre di soffrire di endofibrosi, poi confermata e operata.
  • Ora Wanders riparte con cautela, con l’obiettivo di tornare a gareggiare e soprattutto ritrovare il piacere di correre.

Forse non lo avete mai sentito nominare, o forse semplicemente non lo ricordate. Ma Julien Wanders è stato, per un periodo, una delle più grandi speranze dell'atletica leggera elvetica.

Eccellere nella corsa era sempre stato il suo sogno. Tant'è che, terminati gli studi, si trasferisce a Iten, a poco più di 300 chilometri da Nairobi. La culla dei grandi fondisti.

In mezzo a quell’élite, il nativo di Ginevra riesce a ritagliarsi il suo spazio: guadagna rispetto, costruisce un gruppo di allenamento, si innamora di Kolly – insegnante e ristoratrice impegnata contro la violenza di genere – con cui mette su casa e famiglia.

Ma mentre la vita privata fila liscia, sul fronte sportivo si apre il dramma.

Dal tetto d'Europa alla caduta

Come riporta il «Blick», Il 2019 è l’anno dell’esplosione: negli Emirati Arabi Uniti firma il record europeo nella mezza maratona (59’13”).

L’anno dopo si ripete sui 10 km su strada. Tempi mostruosi, prestazioni che fanno impallidire persino Mo Farah.

Tutti si chiedono fin dove potrà arrivare questo talento. Lui sogna in grande, addirittura il record mondiale in maratona.

Poi, il crollo.

«Ero vicino all’élite mondiale, poi è arrivata la caduta», racconta a Blick. 

Nei cinque anni successivi ha provato più volte a rialzarsi, ma ogni tentativo si è infranto contro infortuni, problemi fisici e - ammette - errori personali.

Allenamenti estremi e corpo in tilt

Dopo i successi cambia guida tecnica: lascia Marco Jäger e si affida all’italiano Renato Canova, guru della maratona.

L’obiettivo è chiaro: dominare la distanza regina. Ma il prezzo è altissimo.

Allenamenti massacranti, fino a 220 chilometri a settimana. Il corpo non regge. Si sveglia già stanco, ma continua a spingersi oltre il limite. Arrivano fratture da stress, malattie, segnali sempre più preoccupanti.

Il problema più grande? Non capisce cosa gli stia succedendo.

«Per molto tempo non riuscivo nemmeno a descrivere i miei sintomi», confessa.

La svolta inattesa

Nemmeno il ritorno a Jäger, il lavoro muscolare o i cambiamenti nella dieta riescono a rimetterlo in carreggiata. Wanders resta intrappolato in un tunnel lungo cinque anni.

Poi, un giorno, la svolta. Non in uno studio medico. Ma davanti a un motore di ricerca.

Inserisce finalmente le parole giuste. E grazie all’intelligenza artificiale compare una diagnosi: endofibrosi.

Un termine mai sentito prima. Eppure è quello giusto.

Si tratta di un disturbo circolatorio tipico degli sport di resistenza: l’arteria dell’anca si restringe per sovraccarico cronico, causando dolori alle gambe. Nel suo caso, entrambe le cosce sono coinvolte.

La conferma arriva dai medici. La diagnosi ufficiale è firmata a Basilea, l’operazione avviene a Berna lo scorso dicembre.

«Ero semplicemente sollevato. Finalmente sapevo cos’avevo».

Nuova vita, nuove speranze

Wanders rompe il silenzio solo in primavera. E torna ad allenarsi con sensazioni completamente diverse: «Ho percepito subito un cambiamento».

Il piano è prudente: ripartire dai 5000 e dai 10’000 metri, ritrovare ritmo e fiducia. La maratona? Forse dal prossimo anno.

Intanto, però, il rientro slitta. Doveva tornare in gara a Laredo, in Spagna, dopo nove mesi di stop, ma un fastidio alla coscia lo costringe alla prudenza. Niente rischi.

Perché oggi, dopo tutto quello che ha passato, la priorità è un’altra. «Voglio semplicemente tornare a divertirmi correndo».