Quinta vittoria in altrettante partite per la Nazionale svizzera, che supera anche l'ostacolo Gran Bretagna e si conferma in vetta alla classifica del Gruppo A. Tuttavia, per i rossocrociati trovare la via del gol contro la selezione britannica si è rivelato meno scontato del previsto. Ecco le principali dichiarazioni del post-partita.
L'allenatore Jan Cadieux
«Tanto di cappello alla Gran Bretagna. Hanno giocato un'ottima partita, lottando su ogni disco per tutti i 60 minuti. Il bello dell'hockey su ghiaccio è proprio questo: non esistono avversari materasso. Se non scendi in pista pronto al 100%, chiunque può metterti in difficoltà. Alla fine ci siamo complicati la vita da soli, ma fa parte del gioco. Personalmente apprezzo molto serate come questa, perché sono quelle che ti insegnano di più».
Sul rientro di Reto Berra:
«Non era una situazione facile per Reto Berra. Veniva da una stagione incredibile, poi purtroppo si è ammalato ed è rimasto bloccato a letto per cinque giorni. Rientrare dopo uno stop del genere non è mai evidente, né a livello emotivo né fisico. Ha lottato duramente; sfide come quella di stasera sono soprattutto una tenuta mentale e lui si è fatto trovare pronto».
Sulla profondità del roster:
«Quando abbiamo costruito questo gruppo, ci siamo detti chiaramente che avremmo avuto bisogno dell'apporto offensivo di tutte e quattro le linee. Sappiamo bene che, quando il livello del torneo si alzerà, non potremo dipendere solo da cinque o sei elementi. Servono i gol di tutti, ed è estremamente positivo vedere che finora la squadra stia rispondendo così bene».
Reto Berra
«È stato fantastico. La macchia rossa dei nostri tifosi in tribuna è stato qualcosa di incredibile. Ci si diverte tantissimo sul ghiaccio in un'atmosfera del genere, ti fa davvero battere il cuore».
«Alla fine abbiamo fatto il nostro dovere, centrando la vittoria e portando a casa il massimo dei punti disponibili. È del tutto normale che non tutte le partite scivolino via lisce come quella contro l'Austria. Stasera serviva carattere e lo abbiamo dimostrato, specialmente sul 3-1 quando abbiamo dovuto difendere in inferiorità numerica: in quella situazione il nostro penalty killing (box play) è stato incredibilmente solido. Ho giocato diversi tornei in carriera e so bene che nella fase a gironi le partite complicate ci sono sempre. Anzi, credo sia un bene che ogni tanto non tutto vada alla perfezione e che si debba lottare con le unghie; sono situazioni che fanno bene al gruppo».
Janis Moser
«Sapevamo che non sarebbe sempre stato tutto facile come contro l'Austria. Quella volta è andata liscia, oggi decisamente meno. Ma questo è il copione classico delle partite contro squadre che gettano il cuore oltre l'ostacolo, puntando molto sul piano fisico, sulla lotta e sulla difesa a oltranza».
«Stasera il nostro gioco è stato meno diretto e lineare del solito, e questo ha finito per fare il gioco della selezione britannica. Non è mai evidente mantenere la massima fluidità quando sai di essere sulla carta superiore all'avversario. Siamo coscienti di poter fare meglio di così».
«Vedo il difensore moderno come un giocatore estremamente completo ed equilibrato, ed è esattamente questo il mio modo di interpretare il ruolo. Per questo motivo considero la leadership aggressiva come una parte fondamentale del mio gioco: è una caratteristica che cerco sempre di mettere sul ghiaccio e che crea parecchi grattacapi agli avversari. Come squadra vogliamo essere duri, grintosi e non concedere mai nulla di facile a chi ci affronta».