Patrick Fischer lascerà la panchina della Nazionale svizzera dopo i Mondiali di hockey casalinghi di maggio, chiudendo un ciclo durato dieci anni e ricco di finali, ma senza l’oro tanto atteso.
I Mondiali di hockey che la Svizzera ospiterà il prossimo maggio segneranno l'ultima apparizione di Patrick Fischer come allenatore della Nazionale elvetica.
Lo ha comunicato lui stesso in conferenza stampa, spiegando che la sua avventura alla guida della selezione, iniziata esattamente il 3 dicembre 2015, giunge al termine dopo dieci anni.
A raccoglierne l'eredità sarà Jan Cadieux, che dal 2025 figura già come suo assistente. Il tecnico svizzero-canadese ha alle spalle le esperienze con i Ticino Rockets e con il Ginevra, formazione con cui ha conquistato un titolo Nazionale e una Champions League.
Nel suo lungo periodo sulla panchina rossocrociata, Fischer è stato coinvolto in tutte le quattro recenti medaglie d'argento: la prima come vice di Sean Simpson nel 2013, le altre tre da capo allenatore nel 2018, 2024 e 2025.
I Mondiali casalinghi come ultimo obiettivo
Il Mondiale di casa rappresenta l'occasione per inseguire un obiettivo che sfugge da sempre: il primo oro iridato davanti al pubblico svizzero.
Prima di allora, Fischer vivrà anche la sua terza partecipazione olimpica, dopo un'eliminazione nella fase a gironi e una ai quarti ottenute nelle edizioni precedenti.
Sul fronte dei Mondiali, fatta eccezione per il debutto del 2015, Fischer ha sempre condotto la squadra oltre la fase preliminare, collezionando cinque uscite ai quarti di finale e tre finali perse, che restano però altrettanti capitoli significativi della storia recente dell'hockey elvetico.
Fischer: «Il momento giusto per cambiare»
Durante la conferenza stampa in cui ha ufficializzato il suo addio, Patrick Fischer è apparso sereno mentre ripercorreva il cammino compiuto in questi dieci anni alla guida della Nazionale.
«Quando abbiamo iniziato, puntavamo a entrare stabilmente tra le prime sei e a giocare un hockey più offensivo. Ci siamo riusciti. Ora arriveremo ai Mondiali casalinghi da veri outsider di lusso: una situazione mai vista prima», ha spiegato, sottolineando come dieci anni rappresentino «un periodo lungo» e quindi il momento giusto per passare il testimone.
Dopo i Mondiali, ha aggiunto, si prenderà una pausa: «Di quello che verrà dopo non ho ancora idea. Mi godrò le vacanze».
Cadieux: «Prestazioni, passione e spirito di squadra»
Il futuro allenatore, Jan Cadieux, ha reagito con umiltà e rispetto per chi lo ha preceduto: «Per me è un onore enorme. Io sono un gran lavoratore ed è la stessa cosa che mi aspetto dai miei giocatori. Puntiamo a combinare prestazioni, passione e spirito di squadra ai massimi livelli».
Sul suo predecessore ha aggiunto: «Fischi merita una grande uscita di scena. Sarebbe fantastico poter conquistare con lui una medaglia d’oro ai Mondiali».
Weibel: «Jan è la persona ideale»
Il direttore sportivo Lars Weibel ha voluto rendere omaggio al lavoro svolto dal tecnico: «Grazie a lui la Nazionale svizzera ha compiuto progressi costanti per un decennio, raccogliendo numerosi successi».
Weibel ha inoltre lodato il profilo del nuovo tecnico, ricordando i suoi successi con il Ginevra, dove ha trionfato in campionato e Champions Hockey League, sottolineando che rappresenta la persona ideale per guidare il futuro del team.
«Incarnare la Swissness, portare avanti la crescita della Nazionale e allo stesso tempo introdurre nuovi stimoli: ecco perché è il nostro uomo», ha detto.
E il fatto che sulla panchina torni un tecnico svizzero, ha concluso, è «un segnale forte per tutto il movimento».