Che inizio di Mondiale in casa: la Nazionale svizzera di hockey ha debuttato con un successo per 3-1 contro gli Stati Uniti, firmando una prestazione di altissimo livello e vendicando la sconfitta in finale dello scorso anno. Ecco le voci dei protagonisti.
Una partenza a razzo e la capacità di stringere i denti nei momenti cruciali. La Nazionale svizzera ha iniziato il suo Mondiale casalingo con il piede premuto sull'acceleratore, travolgendo gli Stati Uniti nei minuti iniziali della sfida inaugurale.
«Sapevamo di dover fare il nostro gioco fin dall'inizio. Siamo usciti dagli spogliatoi con l'atteggiamento giusto e siamo riusciti a mantenerlo a lungo», ha dichiarato Nino Niederreiter a blue Sport nel post-partita.
Con il passare dei minuti, però, il match si è fatto più complicato per i rossocrociati: «L'inizio è stato ottimo, poi la sfida è diventata un po' caotica. Alla fine abbiamo ritrovato il nostro passo», ha riassunto l'attaccante, visibilmente soddisfatto. «Nel complesso è stata una prestazione molto positiva».
Gli elogi di Suter per il gruppo e la prima linea
Anche Pius Suter, autore del gol del vantaggio in avvio, ha sottolineato l'importanza dell'approccio alla gara: «L'adrenalina era a mille, iniziare così ci ha aiutato a entrare subito nel flusso del gioco».
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L'intensità del primo periodo ha però presentato anche delle insidie: «Dopo un primo tempo così emozionante, devi stare attento a non subire un calo drastico. Ma siamo stati bravi a superare i loro momenti di pressione», ha spiegato il 29enne, che ha poi speso parole d'elogio per il portiere: «Leo (Genoni ndr.) ha fatto alcune grandi parate. Ci ha dato una mano enorme».
Interpellato sulla chimica all'interno della prima linea completata dalla coppia dello ZSC Lions, Sven Andrighetto e Denis Malgin, Suter ha aggiunto: «Abbiamo costruito delle ottime giocate e l'intesa è già molto buona, anche se noi tre non abbiamo ancora giocato molto insieme».
La gioia di Genoni
E il diretto interessato, Leonardo Genoni, ha confermato ai microfoni della RSI tutto l'entusiasmo per un debutto così speciale.
Giunto al suo dodicesimo Mondiale in carriera, la saracinesca rossocrociata assapora ogni momento: «Ho sempre piacere di giocare, ma tornare a disputare un Mondiale in casa è la cosa più bella che possa capitare a un giocatore. Conosco molti di questi ragazzi ed è un piacere immenso giocare con loro. È un ottimo inizio».
Nonostante l'euforia, il portiere elvetico mantiene i piedi ben piantati per terra, delineando subito la strada da seguire: «Si parte come sempre: vogliamo vincere ogni partita e qualificarci per la fase a eliminazione diretta il più velocemente possibile».
Infine, un ringraziamento speciale ai compagni per il grande lavoro di sacrificio davanti alla gabbia: «Abbiamo giocato davvero molto bene a livello difensivo, i miei compagni hanno bloccato tantissimi tiri e questo rende il lavoro del portiere molto più facile. Abbiamo avuto il merito e la fortuna di segnare due reti in apertura, il che ha dato grande forza non solo alla squadra ma anche al pubblico. Giocare in un'atmosfera simile è semplicemente bellissimo».
Cadieux: «Ammiro lo spirito di questo gruppo»
Anche il coach Jan Cadieux non ha nascosto di aver percepito un brivido di tensione sul ghiaccio nei minuti iniziali: «C'era un po' di nervosismo all'inizio».
Questa vittoria contro gli statunitensi sarà fondamentale per la gestione emotiva del torneo: «Ci aiuta molto a livello mentale. Sappiamo che le aspettative attorno a questa squadra sono altissime. Cominciare con un successo è fantastico, ma ora dobbiamo già voltare pagina in vista di sabato (la sfida contro la Lettonia alle 20:20, ndr)».
Alla sua prima apparizione da head coach in un Mondiale, il 46enne ha sottolineato l'importanza del suo passato nello staff rossocrociato: «Ho vissuto la finale mondiale dell'anno scorso ed ero presente ai Giochi Olimpici: fare tesoro di quei momenti mi ha aiutato. Oggi ho ammirato il modo in cui i ragazzi hanno giocato, ed è qualcosa che rende il nostro lavoro di allenatori un po' più facile».