Sette partite, sette vittorie: la nazionale svizzera di hockey gioca un girone eliminatorio perfetto ai Mondiali caasalinghi e mette al tappeto una forte Finlandia. Le reazioni dei protagonisti nel dopopartita.
Un successo sofferto, voluto e arrivato grazie alla forza del collettivo.
Dopo la sesta vittoria consecutiva nel Mondiale casalingo, l'entusiasmo all'interno dello spogliatoio rossocrociato è palpabile, ma si mescola alla consapevolezza che il bello - e il difficile - inizia adesso.
A metterci la firma sul ghiaccio sono stati i leader della squadra, capaci sia di trascinare i compagni nei momenti critici del match, sia di fare quadrato fuori dalla pista.
Nelle parole dei protagonisti c'è tutta la fotografia di un gruppo unito, focalizzato sull'obiettivo e pronto alla battaglia nei quarti di finale contro la Svezia.
Ecco le analisi a caldo dei due grandi protagonisti della serata: il giovane Attilio Biasca, autore del fulmineo gol del vantaggio, e Capitan Nico Hischier.
Biasca: «L'obiettivo è di crescere a ogni partita»
«Il nostro obiettivo è crescere di partita in partita», ha esordito Attilio Biasca al termine del match. «Ci siamo concentrati esclusivamente su noi stessi, un match alla volta, senza guardare troppo avanti e a prescindere dall'avversario».
L'attaccante rossocrociato ha poi commentato la sua rete fulminea: «È fantastico. Nelle scorse sfide avevo avuto diverse occasioni e sapevo che, continuando a spingere, il gol sarebbe arrivato. Certo, non mi aspettavo che oggi succedesse dopo appena quaranta secondi».
«Il merito va anche ai miei compagni», ha tenuto a precisare il numero 94. «Nico (Hischier), Timo (Meier) e Dominik (Egli) hanno fatto un lavoro straordinario in transizione. Senza di loro non avrei mai segnato».
Biasca si è soffermato anche sull'intesa con le due stelle della NHL: «Giocare con Nico e Timo è un divertimento assoluto, ci lasciano grande libertà sul ghiaccio. Da due così posso solo imparare, mi aiutano moltissimo».
«L'intesa è ottima anche fuori dal ghiaccio», ha confessato col sorriso il giovane elvetico. «A "Brändi Dog" (gioco da tavolo svizzero tedesco ndr.) mi danno del filo da torcere, sono due draghi! Quando c'è questo feeling nello spogliatoio, tutto diventa più facile».
Infine, un pensiero sulla pressione del Mondiale casalingo: «Per me ogni partita ha lo stesso valore, che sia la prima o l'ultima del torneo. Giocare davanti ai nostri tifosi è sicuramente speciale e ti trasmette un'energia incredibile, ma cerco di non caricarmi di troppa tensione. Scendo in pista e faccio semplicemente il mio gioco».
Hischier: «Siamo esattamente dove volevamo essere»
«Volevamo spingere al massimo fin dal debutto e vincerle tutte», ha invece dichiarato un soddisfatto Nico Hischier. «Ora siamo esattamente dove volevamo essere: affrontiamo i quarti di finale con enorme fiducia e senza nulla da perdere».
Il capitano ha poi analizzato i passaggi a vuoto del secondo periodo: «Abbiamo complicato le cose, commettendo qualche errore di troppo che loro sono stati bravi a punire. In più, non abbiamo concretizzato le nostre occasioni».
«La squadra però ha dimostrato un grande carattere», ha continuato la stella dei New Jersey Devils. «Non ci siamo lasciati abbattere e nel terzo tempo abbiamo dato tutto quello che avevamo. Alla fine ne è uscita una gran bella partita e abbiamo portato a casa la vittoria».
Hischier ha poi reso onore agli avversari: «La Finlandia è un avversario estremamente disciplinato, sia nello slot che in parità numerica, e oggi si è visto. Alla fine ci hanno concesso una chance in powerplay e siamo stati bravi a capitalizzarla. Meglio tardi che mai».
In chiusura, il leader rossocrociato ha espresso tutta la sua rabbia per il brutto fallo subito dal compagno di linea: «Ho visto uno dei loro giocatori colpire Biasca con il ginocchio da dietro. A me piace il gioco duro e fisico, non mi lamento mai quando si combatte in balaustra. Ma quando vedo interventi del genere, che sono pericolose per una carriera, mi arrabbio», ha concluso Hischier.
«Per fortuna Attilio sta bene. Ma alla fine, anche questo fa un po' parte dell'hockey su ghiaccio».