La Svizzera alla vigilia dei Mondiali Jan Cadieux: «A volte fa bene prendere uno schiaffo»

SDA

14.5.2026 - 14:47

Cadieux: «A volte fa bene prendere uno schiaffo»

Cadieux: «A volte fa bene prendere uno schiaffo»

13.05.2026

L'allenatore della Nazionale svizzera Jan Cadieux ha superato bene lo shock iniziale dopo il licenziamento del suo predecessore Patrick Fischer. Per lui conta solo la squadra. Ecco l'intervista alla vigilia dell'inizio dei Mondiali di hockey su ghiaccio.

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Keystone-SDA, Redazione blue Sport

«È stato uno shock per tutti», ha dichiarato Jan Cadieux, ricordando il momento del licenziamento di Patrick Fischer, avvenuto tre settimane fa in seguito alla vicenda del certificato Covid falsificato.

In quegli istanti, la mente è tornata a «tutto ciò che avevamo vissuto insieme, a quello che "Fischi" ha costruito per la squadra e alla cultura e ai valori che ha saputo trasmettere. C'è una base solida. Lo stimo enormemente: so di poter contare su di lui per qualsiasi cosa, e viceversa».

I due si sono sentiti telefonicamente ancora martedì, anche se Cadieux ha preferito non sbilanciarsi su eventuali contatti durante l'imminente rassegna iridata.

Il tecnico non eredita solo queste fondamenta tecniche, ma beneficia dell'esperienza maturata come parte integrante dello staff di Fischer, culminata con l'argento mondiale dello scorso anno.

Ma tiene a precisare: «Alla fine della giornata, si tratta del lavoro di un intero staff, non di un singolo».

Fischer è stato magistrale nel delegare le responsabilità e Cadieux sposa al 100% l'attuale sistema di gioco, avendo già adottato principi simili nella sua carriera di allenatore di club. Per il 46enne, dunque, la transizione tattica non ha riservato grandi stravolgimenti.

Creare le migliori condizioni possibili

In questa fase, il nuovo head coach preferisce vivere il presente. La sua priorità assoluta è lavorare in sinergia con lo staff per mettere la squadra nelle condizioni di esprimersi al massimo e, soprattutto, di godersi un Mondiale da giocare in casa - un aspetto che ritiene fondamentale.

Riguardo al proprio stile di leadership ha le idee chiare: «Allenare è qualcosa che viene dal cuore. La cosa più importante è rimanere fedele a me stesso».

Mondiali di hockey 2026

Dal 15 al 31 maggio 2026, la Svizzera ospiterà i Mondiali di Hockey su ghiaccio. blue Sport vi accompagna al grande evento di hockey di Zurigo e Friborgo con notizie, highlights, gol e i risultati.

Keystone

Ma un cambio di ruolo così repentino porta con sé inevitabili sfide, specialmente nella gestione del rapporto con il gruppo.

Interpellato su cosa definirebbe il torneo un successo, Cadieux glissa sui pronostici: «Non parliamo di numero di vittorie o di medaglie d'oro. Il nostro obiettivo è rendere orgogliosa la gente e poterci guardare negli occhi a fine percorso dicendo: "Abbiamo dato il massimo". Anche perché il valore degli avversari è l'unica variabile che non possiamo controllare».

La forza della competizione interna

Per l'esordio di venerdì sera (alle 20:20) contro i campioni in carica degli Stati Uniti, il coach orienterà le sue scelte su sette difensori e 12 o 13 attaccanti, decidendo di non voler esaurire subito lo slot massimo di 22 giocatori di movimento.

Resta il nodo Philipp Kurashev: l'attaccante dei San Jose Sharks, già in Svizzera da alcuni giorni, si è sottoposto a ulteriori accertamenti clinici mercoledì pomeriggio.

Cadieux attende il via libera medico per sciogliere le riserve sulla convocazione della stella NHL, pur avvertendo: «Per garantire la massima stabilità al gruppo, non sarebbe ideale attendere troppo a lungo».

Se l'allenamento di mercoledì mattina può fungere da indicatore, Attilio Biasca e Nicolas Baechler occupano attualmente le posizioni di tredicesimo e quattordicesimo attaccante.

Le gerarchie dei blocchi vedono Timo Meier, Nico Hischier e Théo Rochette comporre la prima linea, seguiti dal trio Suter-Malgin-Andrighetto. Il terzo blocco è affidato a Bertschy, Thürkauf e Niederreiter, mentre Simon Knak, Ken Jäger e Damien Riat completano il quadro.

L'allenatore ha ribadito la sua filosofia meritocratica: «Credo fortemente nella competizione interna. È un processo quotidiano e non voglio che nessuno si senta il posto garantito solo perché oggi figura in formazione».

Reto Berra assente

Capitolo portieri: «Tutti e tre hanno dimostrato di poter essere il numero 1», ha dichiarato il tecnico, mantenendo il più stretto riserbo sulle gerarchie di partenza. Da segnalare, però, l'assenza mercoledì mattina di Reto Berra, rimasto a riposo per un attacco influenzale.

Massimo riserbo anche sul discorso motivazionale che il coach terrà alla squadra prima del debutto contro gli americani: le ultime parole prima del ghiaccio, per ora, restano nello spogliatoio.