Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore sportivo dell'Ambrì, Lars Weibel, è stato reso noto il progetto del club.
I biancoblù puntano a diventare un club formatore, con una strategia sportiva orientata allo sviluppo dei giovani.
Il CEO Andreas Fischer e Lars Weibel parlano di un progetto a medio-lungo termine, con fasi di stabilizzazione e ricostruzione da affrontare durante le prossime stagioni.
Sul ghiaccio l’obiettivo è un hockey veloce, intenso e combattivo, affidato a un allenatore pronto a seguire questa linea.
«Un club formatore», questo è il futuro dell'Ambrì. A dettare la linea è stato il CEO Andreas Fischer, in occasione la conferenza stampa di presentazione di Lars Weibel, che da luglio ricoprirà ufficialmente il ruolo di direttore sportivo del club.
«Sono molto orgoglioso di essere qui», ha esordito l'attuale responsabile delle squadre nazionali. «Ho fatto esperienze importanti negli ultimi anni, e adesso mi sento pronto. Sono convinto di poter dare un nuovo DNA a questo club sul piano sportivo».
Un piano a medio-lungo termine
Ma quali saranno, dunque, gli obiettivi del primo Ambrì post-Lombardi? «Vogliamo sviluppare una strategia sportiva che non è mai esistita qui finora», ha spiegato Andreas Fischer.
Concretamente, la volontà è di diventare una piazza che possa essere presa da trampolino di lancio per i giovani. Non solo per quelli nostrani, del settore giovanile biancoblù, ha precisato il CEO, ma anche per ragazzi provenienti dal resto della Svizzera e dall'estero.
«L’HCAP ha sempre parlato di 'playoff o play-in'», ha proseguito Fischer. «Noi vogliamo cambiare approccio e costruire un percorso diverso. L’idea è partire con un gruppo equilibrato: molti giovani, alcuni elementi d’esperienza e gli stranieri giusti, per crescere gradualmente. Vogliamo partire da zero e procedere step by step».
Un piano che sarà realizzabile solo nel medio-lungo termine. Prima, infatti, bisognerà passare da annate di «stabilizzazione» e di «riscostruzione». Ma, secondo Fischer, ne varrà la pena: «Siamo convinti che questo percorso rafforzerà l'attravità del nostro club».
Gioco intenso e veloce
È dello stesso avviso Lars Weibel: «Non possiamo fare concorrenza ad altri club, che sono molto più attrezzati di noi sul piano finanziario. Ma vogliamo essere una piazza riconosciuta e ambita per i giovani». Certo, poi il rischio sarà quello di veder partire i ragazzi verso lidi più importanti. «Ma crescendo come club, alzeremo il livello», ribatte l'ex portiere della nazionale elvetica, oltre che di Lugano, Zugo e Davos.
Anche per quanto riguarda il gioco, le idee sono chiare: «Vogliamo giocare un hockey veloce, di grande lotta e intensità». Su questi principi si baserà anche la ricerca dell'allenatore, che dovrà essere «qualcuno che ha il coraggio di andare verso questa strada».