Scandalo del certificato Covid Patrick Fischer rompe il silenzio: «Sono inciampato nella fiducia negli altri». Ma poi l'intervista sparisce

Jan Arnet

6.5.2026

Poche settimane prima del Campionato del Mondo di casa, Patrick Fischer è stato sollevato dall'incarico di allenatore della nazionale.
Poche settimane prima del Campionato del Mondo di casa, Patrick Fischer è stato sollevato dall'incarico di allenatore della nazionale.
Keystone

A tre settimane dal suo addio alla panchina della nazionale svizzera di hockey, Patrick Fischer rompe per la prima volta il silenzio. Poche ore dopo la pubblicazione, però, l’intervista viene rimossa.

Jan Arnet

Hai fretta? blue News riassume per te

  • A tre settimane dal suo esonero da allenatore della nazionale svizzera di hockey, Patrick Fischer è tornato a parlare in un’intervista poi rimossa poche ore dopo la pubblicazione.
  • L’ex CT ha definito il licenziamento «un taglio profondo» e ha spiegato di essere inciampato nel proprio ottimismo, nella fiducia negli altri e nella volontà di restare fedele a sé stesso.
  • Nonostante le settimane difficili, Fischer intende ripartire come relatore e accompagnare in futuro anche dirigenti, facendo leva sulla propria esperienza personale di crisi e resilienza.

Secondo l’«Aargauer Zeitung», Patrick Fischer ha parlato al giornale «Der Leader» del periodo difficile seguito al suo licenziamento e del proprio futuro.

L’intervista, però, sarebbe stata cancellata poche ore dopo la pubblicazione, perché avrebbe dovuto uscire solo dopo i Mondiali.

Come riferisce il quotidiano argoviese, il 50enne ha definito il suo esonero «un taglio profondo».

Per lui, ha spiegato, era particolarmente importante che non si andasse alla ricerca di colpevoli.

«Le battute d’arresto fanno parte della vita, così come la perseveranza e la determinazione necessarie a non lasciarsi mai distogliere dalla propria missione», ha dichiarato l’ex allenatore della nazionale.

Un pranzo in cui è cambiato tutto

All’origine del licenziamento c’è stata la vicenda legata a un certificato Covid falsificato prima dei Giochi olimpici del 2022 a Pechino. Fischer lo aveva utilizzato per ottenere illegalmente l’autorizzazione a entrare in Cina.

Nel 2023, era stato poi condannato per aver falsificato i documenti.

Ma il caso è diventato pubblico qualche settimana fa, dopo che lui stesso aveva raccontato la vicenda durante un pranzo al giornalista della SRF Pascal Schmitz.

Prima ancora che la SRF pubblicasse il servizio, Fischer e la Federazione avevano diffuso una presa di posizione.

Ripensando a quanto accaduto, Fischer spiega: «sono inciampato nel mio stesso ottimismo, nella mia fiducia negli altri e nel valore, per me così importante, di restare fedele a me stesso».

Presto tornerà in pubblico come relatore

Nonostante i mesi turbolenti, l'ex commissario tecnico intende continuare a tenere conferenze come relatore. I primi interventi sarebbero già previsti a giugno. Per ciascuno, scrive l’«Aargauer Zeitung», dovrebbe ricevere un compenso a quattro cifre.

Nell’intervista, il 50enne parla, sempre stando a quanto riportato, anche di fiducia e comunicazione.

«Dalla mia esperienza ho imparato che la chiarezza protegge. Un confronto diretto e rispettoso, anche quando fa male, è sempre meglio di ciò che si nasconde sotto il tappeto».

Un passaggio delicato - e contraddittorio - alla luce di quanto emerso. Perché dopo la sua condanna, Fischer non aveva informato personalmente la Federazione svizzera di hockey.

Il presidente della SIHF Urs Kessler ne sarebbe venuto a conoscenza solo quando la SRF si è rivolta alla Federazione nel corso delle sue ricerche.

Fischer afferma di aver utilizzato gli ultimi mesi per riflettere su molti aspetti. «Il tema della resilienza mi tocca molto da vicino. Ho vissuto in prima persona cosa significhi ricominciare».

In futuro vorrebbe quindi accompagnare anche i dirigenti: «Non come qualcuno che sa tutto, ma come qualcuno che è passato attraverso il fuoco».

Giova notare che nell'intervista apparsa per qualche ora online l'ex CT parla di mesi, ma, come già detto fin dalla prima frase, il suo licenziamento è avvenuto il 15 aprile, meno di un mese fa.