«Un gesto atipico, ma ho sentito il desiderio di stare vicino alla mia gente»

bfi

18.5.2020 - 06:30

Vicky Mantegazza, presidente dell'HC Lugano 
Keystone 

L'HC Lugano ha lanciato diverse iniziative a favore della comunità e una di esse vede personalmente coinvolta la presidente che ce l'ha raccontata.

Anche i giocatori di hockey sono fermi da metà marzo; il coronavirus e le sue conseguenze hanno fermato il campionato sul più bello, hanno bloccato gli allenamenti e stanno gettando dubbi su di un possibile inizio a settembre con gli stadi pieni di tifosi pronti a sostenere, esultare e soffrire per le proprie squadre del cuore.

L'HC Lugano, a febbraio 2021, festeggerà l'ottantesimo anniversario della sua fondazione. Per l'occasione - e in linea con l'impegno profuso da tutta la società a sostegno della società luganese - la presidente Vicky Mantegazza sta realizzando personalmente un fiocco, simbolo dell’unione, della forza e dell’orgoglio che lega i tifosi al club. Le spille commemorative sono confezionate dalla presidente utilizzando ritagli di tessuto provenienti da maglie storiche. 

Un'iniziativa originale. A proposito di essa, e non solo, abbiamo intervistato proprio la presidente Vicky Mantegazza.

Una presidente che personalmente ritaglia dei fiocchetti per la vostra nuova campagna a sostegno della comunità luganese. Quale è il messaggio importante che si cela dietro questi gesti ripetitivi e minuziosi, da parte di chi in genere si occupa di ben altre faccende?

Si lo so, è un gesto atipico da parte di un Presidente, ma durante questa lunghissima quarantena sentivo fortemente il bisogno di stare vicino a tutto il popolo bianconero in un momento incerto e anche di paura. Così ho cominciato a pensare a cosa io potessi fare per far sì che loro sentissero tutto il mio sostegno morale. Qui è nata l’idea della solidarietà (tipica del piccolo fiocchetto) fatta di ritagli di maglie che portano il sudore dei nostri beniamini. E’ un lavoro lungo che richiede pazienza ma la sera mi dedico volentieri a questa causa. Oggi sono già a metà strada avendone fatti 3000. Spero che la gente possa apprezzare il mio gesto a costo zero: il costo in effetti è unicamente la "spilletta". Ma il valore che ha questa spilla supera ogni cosa. Ognuno di noi potrà indossare la spilla, in segno di solidarietà verso tutti in questo periodo che lascerà sicuramente il segno dentro ognuno di noi.

Crede che sia arrivato il tempo in cui il mondo dello sport professionistico debba essere più vicino alla gente?

Negli ultimi anni noi già ci siamo avvicinati parecchio alla gente e lavoriamo su questo aspetto ogni giorno. I tifosi per noi sono l’anima e l’ossigeno. Nelle ultime partite di campionato dover giocare a porte chiuse è stata un’esperienza surreale, surreale proprio come tutto il momento che stiamo vivendo. Un’esperienza che ci auguriamo di non dover più vivere.

80 anni di Hockey Club Lugano: cosa si augura la sua presidente per il futuro?

In questo momento non posso augurarmi nient’altro che tutto questo finisca e che tutto il mondo ritorni ad essere quello di prima. Mi auguro che la gente possa apprezzare di più tutto quanto, e che possa essere più serena. Bisognerà imparare a rispettare e ad amare di più il mondo e la natura. Lo sport, ora come ora, passa in secondo piano.

Il suo affetto e la sua passione per il club sono palesi, da sempre. In questo periodo difficile e incerto per la società tutta, da super tifosa cosa si sente di dire a tutti gli altri fan bianconeri che temono di non poter ritornare a sedere a settembre all'interno della Corner Arena?

Questa è un’incertezza che assilla tutti. Voglio restare con pensieri positivi anche se, ovviamente, dobbiamo prepararci anche allo scenario peggiore. Io sento che il nostro futuro ora è nelle nostre mani. Se tutti faranno le cose con testa ne usciremo ma se si esagera e la pandemia dovesse registrare altri picchi allora sarà dura rivedersi a settembre.

Come Club noi faremo tutto quanto sarà in nostro potere per avere un campionato il più normale possibile ma quello che non possiamo controllare purtroppo non lo possiamo gestire.

Fate tutti i bravi ancora per un po’ come lo avete fatto fino ad ora. Il mondo ha bisogno dello sport non solo per un fatto economico ma anche per un fatto sociale. Lo sport regala emozioni e noi per vivere ne abbiamo bisogno.

Un abbraccio virtuale a tutti voi, bianconeri e non, nella speranza di potervi rivedere presto.

Complimenti presidente Mantegazza e buon lavoro.

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