Milano Cortina 2026 Ecco i consigli di Alberto Tomba per affrontare la temibile Stelvio e il suo grande rimpianto

bfi

5.2.2026

 Alberto Tomba 
 Alberto Tomba 
IMAGO/Beautiful Sports

Il 50 volte vincitore della Coppa del Mondo consiglia tutti i concorrenti che scenderanno dalla Stelvio in occasione dei Giochi Olimpici e confida di un rimpianto che ancora lo tormenta.

Igor Sertori

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Alberto Tomba, vincitore a Bormio l'ultima volta nel 1995, consiglia agli sciatori olimpici di non lasciare «nulla al caso, concentratevi su ciò che conta».
  • Il 3 volte campione olimpico ricorda che «la pista dello Stelvio è molto impegnativa, perfetta per il super-G e la discesa libera. È una pista molto tecnica e veloce, dove bisogna stare estremamente attenti per evitare infortuni».
  • I Giochi Olimpici inizieranno venerdì 6 febbraio e termineranno il 22. Le gare di sci alpino maschile si svolgeranno a Bormio, in alta Valtellina.
  • Il leggendario sciatore, il più vincente della storia dello sci azzurro, confida il suo grande rimpianto: non aver mai partecipato alle Olimpiadi sul suolo italiano.
  • A Torino 2006 l'emiliano aveva 39 anni: aveva smesso la carriera professionistica 8 anni prima: «Non nego che avrei voluto tornare, ma nello sci, una volta che ti ritiri, tornare è molto complicato».

Alberto Tomba, la star italiana dello sci alpino più vincente di sempre, ritiene che la preparazione sarà il fattore decisivo per gli atleti che parteciperanno ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Le Olimpiadi inizieranno questo venerdì (6 febbraio) nel nord Italia con la cerimonia di apertura e proseguiranno fino al 22 febbraio.

Il tre volte campione olimpico, le cui imprese a Calgary nel 1988 lo hanno reso un'icona nazionale, afferma che i margini in questa competizione sono troppo sottili per potersi permettere di abbassare la guardia.

«Ragazzi, il grande evento è alle porte e dovete arrivare preparati», ha detto Tomba in un'intervista al sito «Olympics». «Non lasciate nulla al caso, concentratevi su ciò che conta».

Il 59enne, che ha vinto cinque medaglie olimpiche tra il 1988 e il 1998, ha anche sottolineato l'importanza della conoscenza del percorso e della concentrazione.

Atleta serio e preparatissimo

Perché, a differenza di ciò che si pensava, il bolognese non era un atleta dedito allo sci solo durante le gare. Ne ha dato conferma Vreni Schneider, in un'intervista concessa a blue Sport, in cui la glaronese sfata il mito della pigrizia dell'italiano. 

«Alberto si allenava duramente. Era spesso in pista alle cinque del mattino e faceva le sue corse. Probabilmente più di chiunque altro». Altrimenti «anche Alberto non sarebbe riuscito a vincere» tutto ciò che ha vinto. 

Concentrazione alta e ispezione minuziosa del percorso

«Acquisite familiarità con la pista, studiate il percorso cercando i punti chiave più difficili dove potete battere i vostri rivali e mantenete alta la concentrazione dalla sala sci all'ispezione del percorso fino al cancelletto di partenza», ha spiegato ancora l'emiliano.

«Queste sono le Olimpiadi: dovete essere pronti e avere anche un po' di fortuna».

Vale qui la pena ricordare che il Centro Sciistico Stelvio di Bormio ospiterà le gare maschili di sci alpino a Milano Cortina 2026.

È stato proprio qui, che nel 1995, Tomba «La Bomba» ha conquistato la sua ultima vittoria in gigante davanti a 40'000 impazziti spettatori accorsi in alta Valtellina per vedere il fenomeno... che non li deluse.

 A cavallo degli anni '80 Alberto Tomba rese la sci un fenomeno nazionale in Italia.
 A cavallo degli anni '80 Alberto Tomba rese la sci un fenomeno nazionale in Italia.
imago/Norbert Schmidt

Il due volte campione del mondo ha terminato dando un consiglio a tutti gli sciatori che scenderanno dai pendii sopra Bormio.

«La pista dello Stelvio è molto impegnativa, perfetta per il super-G e la discesa libera. È una pista molto tecnica e veloce, dove bisogna stare estremamente attenti per evitare infortuni».

Il grande rimpianto del campionissimo

Alla vigilia delle Olimpiadi che lo vedranno in qualche modo protagonista, il 59enne ha riflettuto su un rimpianto che ancora lo tormenta: non aver mai gareggiato ai Giochi in casa.

Quando all'Italia furono assegnati a Torino nel 2006, la tentazione di tornare era forte, nonostante si fosse ritirato nel 1998. «Non nego che avrei voluto tornare, ma nello sci, una volta che ti ritiri, tornare è molto complicato», ha detto.

«Torino 2006, però, a 39 anni, le Olimpiadi in casa. Sì, c'è stato un po' di rimpianto».

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