Mentre Federica Brignone domina il gigante olimpico con una calma da campionessa e conquista il secondo oro, Camille Rast mastica amaro dopo il 12esimo posto e critica una pista che definisce «quasi da juniores».
Hai fretta? blue News riassume per te
- Federica Brignone conquista il secondo oro olimpico con una calma quasi disarmante, dominando il gigante dopo un recupero lampo dal grave infortunio di 10 mesi fa.
- Camille Rast chiude 12esima, a soli 37 centesimi dal podio, ma critica la pista di Cortina definendola «quasi una gara juniores».
- Tra l'euforia italiana e il malcontento svizzero emerge il contrasto di due atlete.
Federica Brignone ha scelto la via più difficile: restare lucida quando tutto intorno esplode.
Dopo aver messo al collo il secondo oro a Milano-Cortina 2026 - gigante dopo il super-G - la valdostana non si lascia travolgere dall’euforia.
Sul traguardo la scena è potente: Sara Hector e Thea Louise Stjernesund si inchinano simbolicamente davanti a lei. Un'immagine che racconta più di mille parole la dimensione della sua superiorità.
«Ho pensato solo al mio sci»
Eppure Brignone parla di calma. «Ero quasi fin troppo tranquilla, avevo paura di non essere abbastanza aggressiva e non me lo spiegavo», confessa alla «Rai», ancora con la voce incrinata dall’emozione.
«Mi sembrava di aver fatto una manche così così. Quando ho tagliato il traguardo ho sentito solo urla, non ho capito niente. L'ho vissuta come una gara di sci, non dico facile, ma ho pensato solo al mio sci».
È questa la chiave: isolamento, concentrazione, esecuzione. Niente fronzoli.
Un ritorno alle competizioni da vera «Tigre»
Il peso dell'impresa diventa ancora più evidente guardando al percorso che l’ha preceduta.
Dieci mesi fa l'infortunio che aveva messo in dubbio la sua presenza ai Giochi. Negli ultimi tempi, appena otto giorni di allenamento specifico in gigante. Eppure la «Tigre» è tornata e ha dominato.
A raccontare l'altra faccia dell'oro è il fratello Davide, raggiante: «Siamo in un momento fantastico e me lo godo. Federica riesce sempre a concentrarsi al massimo, anche quando sente dolore - a volte più forte, a volte meno. Ha stupito tutti, anche me. Tornare così è incredibile. Sono fiero e orgoglioso».
Serenità, talento e resilienza.
Brignone non alza la voce, ma continua a riscrivere la storia dello sci e dello Sport, quello con la S maiuscola.
La delusione della Rast: «Quasi una gara juniores»
Il sorriso di Camille Rast invece si fa sempre più tirato man mano che si susseguono le interviste.
A un certo punto le sfugge una frase che sorprende: «Sono quasi contenta che le Olimpiadi finiscano presto. È un grande dispendio di energie per "solo" due gare. Non vedo l'ora di tornare al nostro ritmo normale in Coppa del Mondo».
Un'affermazione che lascia perplessi, visto che mercoledì è ancora in programma lo slalom olimpico.
Una pista non adatta?
L'entusiasmo della vallesana per la pista di Cortina resta infatti contenuto. «È un peccato, proprio lì accanto c'è un pendio da slalom fantastico», osserva.
Ma nell'era in cui anche ai Giochi si punta a strutture più compatte, è previsto un unico stadio d'arrivo. E così le specialiste delle discipline tecniche devono adattarsi al tratto finale della pista di velocità, che non risponde esattamente alle loro caratteristiche.
Sulla pista delle Tofane ne è uscito il secondo peggior risultato stagionale per Rast dopo l'esordio di Sölden.
Nelle sette gare precedenti di gigante la 26enne non era mai scesa oltre il quinto posto; questa volta si è dovuta accontentare del 12esimo.
«Una pista da juniores di 44 secondi»
In una prova estremamente serrata alle spalle della dominante Federica Brignone, alla svizzera sono comunque mancati appena 37 centesimi per salire sul podio.
«Sì, su una pista da juniores di 44 secondi», replica Rast con un sorriso ancora più forzato.
«Certo che sono contenta di fare lo slalom mercoledì. Però abbiamo visto la pista: è davvero molto corta. Nella combinata a squadre la manche è durata 44 secondi, era quasi una gara giovanile. E questo mi dispiace davvero».