Ecco cos'è successoCensurato l'Uomo vitruviano di da Vinci nella sigla olimpica, si scatena la polemica sulla Rai
Carlotta Henggeler
13.2.2026
Il disegno dell'Uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci è considerato una delle sue opere più famose. È stato utilizzato anche per il trailer olimpico della Rai, ma solo in una forma censurata.
IMAGO/peopleimages.com
Il famoso Uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci è visibile nei titoli di testa della sigla della Rai per le Olimpiadi, anche se censurato: l'area dei genitali è stata rimossa digitalmente. Questo ha provocato un acceso dibattito in Italia. L'opposizione reagisce indignata, mentre la TV statale cerca di placare gli animi.
Carlotta Henggeler
13.02.2026, 17:00
Carlotta Henggeler
Hai fretta? blue News riassume per te
L'Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci è stato censurato digitalmente nella sigla di apertura delle Olimpiadi della Rai, rimuovendo l'area dei genitali.
Il ritocco ha scatenato un dibattito politico in Italia, con i partiti di opposizione che hanno criticato la modifica come un passo indietro e hanno presentato un'interrogazione parlamentare.
La TV di Stato nega la responsabilità e spiega che il materiale grafico proviene dai servizi di trasmissione olimpica del CIO e deve essere utilizzato senza modifiche.
In Italia torna alla ribalta una celebre opera di Leonardo da Vinci: l'Uomo vitruviano.
Il disegno, realizzato intorno al 1490, mostra le proporzioni ideali del corpo umano secondo gli insegnamenti dell'architetto romano Vitruvio e simboleggia la combinazione di arte, scienza e umanesimo rinascimentale.
Il capolavoro sta facendo discutere per tutt'altra ragione: compare nella sigla delle dirette olimpiche della Rai… ma non in versione integrale. L'area dei genitali è stata infatti censurata digitalmente, scatenando un acceso dibattito in Italia.
Dalla cultura alla politica
La questione è diventata ben presto politica. Il più grande partito di opposizione, il Partito Democratico (PD), ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro della cultura Alessandro Giuli.
Il partito chiede se l'uso dell'opera è stato autorizzato e se sono consentite modifiche all'originale. Anche il Movimento Cinque Stelle (M5S) attacca: si tratta della «censura da salotto più arretrata», perché i vertici Rai pare temano che «un pene possa recare offesa».
Diversi media italiani hanno riportato la notizia. Ad esempio «Il Corriere della Sera» titola: «Che fine hanno fatto i genitali dell'Uomo Vitruviano nella sigla tv delle Olimpiadi?»).
Per la Rai è una «polemica inverosimile»
L'emittente respinge le accuse. In un comunicato, la Rai parla di una «polemica inverosimile».
La sigla e la grafica sono stati realizzati dall'Olympic Broadcasting Services, il servizio di produzione ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Questi contenuti dovevano essere adottati invariati da tutte le emittenti: la televisione italiana non poteva modificarli «in alcun modo».
Una possibile ragione per il ritocco è rappresentata dalle linee guida del CIO, che vietano «contenuti sessuali espliciti». Ma nessuna emittente è obbligata a utilizzare effettivamente il materiale dell'Olympic Broadcasting Services.
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