Lacrime a Kitzbühel Pirmin Zurbriggen ha cercato di consolare il padre di Odermatt al traguardo della Streif

Marius Egger

7.2.2026

Pirmin Zurbriggen e Marco Odermatt.
Pirmin Zurbriggen e Marco Odermatt.
Keystone - blue Sport

Il tre volte vincitore della Streif Pirmin Zubriggen rivela perché può capire le lacrime di Marco Odermatt dopo il suo recente secondo posto a Kitzbühel e come ha confortato il padre di Odermatt, Walter, nella zona del traguardo.

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Michael Schifferle, Michael Wegmann

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  • Marco Odermatt ha mancato la sua prima vittoria in discesa a Kitzbühel per appena 7 centesimi e, dopo la gara, non è riuscito a trattenere le lacrime.
  • Pirmin Zurbriggen può capirlo bene: «Tutti sanno di dover essere pronti in quel preciso momento - dice ai microfoni di blue News - e poi vedere sfumare l'obiettivo per un soffio fa davvero male».
  • L'ex sciatore rivela anche le parole con cui ha cercato di confortare il padre di Odermatt, Walter, nella zona del traguardo.

Tra i presenti a Kitzbühel c'erano Zlatan Ibrahimovic, l'eccentrico ex calciatore svedese di fama mondiale, e Arnold Schwarzenegger, padrone di casa per l'occasione, senza dimenticare Jürgen Klopp.

Ma Pirmin Zurbriggen non ha avuto tempo per parlare di cinema o di calcio nella zona di arrivo delle gare dell'Hahnenkamm, a metà gennaio. Lo racconta lo stesso campione olimpico del 1988 ai microfoni di blue News: «Ero già molto concentrato sullo sci».

Il 63enne ha vinto tre volte sulla Streif. Quindi sa cosa serve per dominare la discesa libera più impegnativa del mondo: coraggio, forza, tecnica e fortuna. «Guardo le gare, compreso lo slalom, con un'emozione incredibile. So cosa significa sciare laggiù. Conosco le situazioni difficili e ciò che può accadere sul percorso», dice Zurbriggen.

Comprensione per le lacrime di Odi

Il 40 volte vincitore in Coppa del Mondo e quattro volte dei Mondiali ha seguito con particolare attenzione Marco Odermatt, dominatore del circuito che ha ormai vinto quasi tutto, ma al quale manca ancora un grande trionfo: la vittoria in discesa sull'Hahnenkamm.

Anche questa volta Odi ha dovuto accontentarsi del secondo posto, battuto per appena sette centesimi dall'italiano Giovanni Franzoni.

L'elvetico era deluso. Alla cerimonia di premiazione non sono mancate le lacrime. Pirmin Zurbriggen comprende bene la sua tristezza.

«Chi vuole vincere deve correre rischi enormi. Bisogna prepararsi al massimo, spingersi fino al limite, dare il 200 per cento. Tutti sanno di dover essere pronti in quel preciso momento, totalmente concentrati. E quando poi l'obiettivo sfuma per un soffio, fa davvero male», spiega.

Arrivano anche i dubbi: si ha la sensazione di aver dato tutto, di aver fatto ogni cosa possibile, ma senza che sia bastato. «A quel punto ci si chiede: cos'altro devo fare per vincere?».

Una cosa però è chiara, conclude Zurbriggen: «Serve anche la fortuna».

Zurbriggen: «Capisco le lacrime di Odermatt»

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Pirmin Zurbriggen ha cercato di confortare il padre dello sciatore, Walter, nella zona del traguardo.

«Gli ho detto che non era poi così male. Sono convinto che rivedremo Marco sulla Streif anche l'anno prossimo. Ha avuto sfortuna due volte, magari la prossima andrà meglio», ha spiegato. In generale, Zurbriggen definisce «sensazionale» il modo in cui Odermatt ha saputo padroneggiare una pista tanto impegnativa.

L'ex campione può immaginare cosa provino i genitori di Odermatt durante una gara. «Rabbrividisco ogni volta che vedo la determinazione con cui Marco affronta una discesa», racconta. Se fosse suo figlio a scendere in pista in quel modo, soffrirebbe con lui: «Da padre soffrirei ancora di più. E ancora di più se penso a mia madre: suderebbe sangue.

Anche se Odermatt è un tecnico eccezionale, Zurbriggen sottolinea che «sulla Streif ogni sciatore deve spingersi al limite». Lo dice per esperienza personale: in discesa, a Kitzbühel, non si può vincere senza rischiare.

L'intervista completa in video (in svizzero tedesco)

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