I tedofori italiani sulla via di Milano, oltre a portare la fiaccola olimpica, hanno una storia unica da raccontare, celebrando la cultura, la storia e il popolo italiano e creando entusiasmo in vista dei Giochi. Una di queste è quella del signor Pier Luigi Rossi.
Hai fretta? blue News riassume per te
- La fiaccola olimpica ha lasciato Atene il 4 dicembre. Due giorni dopo, da Roma, è partita da Roma per il suo tour italiano, The Greatest Journey.
- In 63 giorni la torcia percorrerà 12'000 chilometri, toccando tutte le 20 regioni e 110 province, prima di arrivare a Milano, il 6 febbraio.
- Tra i tedofori e le loro storie, ci sarà anche il 92enne Pier Luigi Rossi.
- Il piemontese presentò alle Olimpiadi di Cortina 1956, quando era di servizio come giovane alpino.
- 70 anni fa incontrò Sophia Loren sulle nevi di Cortina, la quale chiese a lui, ed ad altri suoi commilitoni, di farsi una foto con lei.
- Un amico al quale ha raccontato la sua storia lo ha invitato a far parte degli ultimi tedofori: occasione che non vuole perdersi, a 70 anni di distanza. «Magari troverò Cortina un po’ cambiata. Non ci sono più stato da allora».
La fiamma olimpica per i Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 è stata ufficialmente consegnata al Comitato olimpico italiano allo Stadio Panathinaiko di Atene il 4 dicembre.
I campioni olimpici italiani Jasmine Paolini e Filippo Ganna sono stati i protagonisti della cerimonia di consegna, portando simbolicamente la fiamma olimpica verso la nazione ospitante.
La fiamma olimpica è arrivata all'aeroporto di Fiumicino la sera del 4 dicembre, da lì ha proseguito il suo viaggio verso il Palazzo del Quirinale, residenza ufficiale del presidente della Repubblica Italiana.
La tappa italiana della Staffetta è poi iniziata ufficialmente il 6 dicembre. Denominata «The Greatest Journey» dal Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026, la staffetta mira a portare lo spirito olimpico alle comunità di tutto il Paese.
Nell'arco di 63 giorni, la torcia percorrerà 12'000 chilometri, toccando tutte le 20 regioni e 110 province, toccando 60 siti Patrimonio dell'Umanità lungo il percorso, per concludersi a Milano per la Cerimonia di Apertura il 6 febbraio 2026.
Il viaggio di ogni tedoforo racconterà una storia unica, celebrando la cultura, la storia e il popolo italiano e creando entusiasmo in vista dei Giochi.
La storia di Pier Luigi Rosso
Una di queste storie è quella del signor Pier Luigi Rosso, che già presente alle Olimpiadi di Cortina 1956, quando era di servizio come giovane alpino, avrà ancora il piacere di parteciparvi, come tedoforo. chiamato in causa.
Sono passati 70 anni per il 92enne piemontese. «Tutto è nato durante l’Adunata nazionale degli alpini di Biella» racconta Rosso a «La Stampa».
In quell'occasione l'anziano ha raccontato la sua storia a un amico che opera all’interno dell’organizzazione di Cortina.
«L’Ana (Associazione nazionale alpini, ndr) poteva indicare un certo numero di tedofori e così sono stato scelto anch’io. La torcia non la porterò qui nel Biellese, ma a Pieve di Cadore il 26 gennaio, che manco a farlo apposta sarà esattamente 70 anni dopo l’inizio delle Olimpiadi del 1956».
«Eravamo destinati a vari servizi: dal mantenimento delle piste a spostare la neve e batterla, fino al controllo degli atleti durante le gare. Eravamo accampati in baracche, molto confortevoli, già fornite di docce», prosegue il racconto del 92enne al giornale italiano, che tra i molti ricordi, s'illumina parlando di un incontro davvero speciale.
«L’incontro con Sophia Loren durante la gara di slalom speciale femminile. Siamo scesi dal camion e vedemmo l’attrice con il suo staff. Ci chiese di fare una foto con lei e io ebbi la fortuna di essere tra i primi e di poter scambiare due chiacchiere con l’attrice».
L'uomo aggiunge che in paese si era instaurato un bel rapporto con le persone del posto: «Quando entravamo in un bar ci offrivano un caffè o un bicchiere di vino».
Il signor Rosso era in servizio ai Giochi Olimpici di Cortina 1956 in quanto sulla bacheca che chi sapeva sciare poteva dare la sua adesione per i VII Giochi olimpici invernali. Fu ovviamente reclutato, anche perchè membro della Fisi (Federazione italiana sport invernali).
«Mi fermai in Trentino per due mesi. Ricordo che certe sere c’erano 22 gradi sotto zero, ma fu un inverno con poca neve».
Sono passati appunto 70 anni da allora, il ragazzo oggi è nonno, Instagram veicola informazioni più velocemente della radio, l'intelligenza artificiale sta generando opportunità e rischi. Un mondo diverso insomma.
«Magari troverò Cortina un po’ cambiata. Non ci sono più stato da allora. Voglio ringraziare il corpo degli Alpini e nello specifico l’Ana nazionale e quella di Belluno, che mi hanno inserito tra i tedofori, regalandomi una nuova grande emozione», conclude Rosso.
Una storia degna di essere raccontata la sua, che rispecchia la genuinità dello spirito olimpico, quello fatto di amore per lo sport, di sana competizione e di amore per la gente di ogni dove.