Raven 'Hulk' Saunders sotto l'occhio del CIO

Le braccia incrociate per ricordare «dove tutte le persone oppresse si incontrano»

bfi

5.8.2021

Raven Saunders durante la premiazione del concorso femminile di lancio del peso
Raven Saunders durante la premiazione del concorso femminile di lancio del peso
KEYSTONE

La pesista statunitense Raven Saunders - medaglia di argento - è indagata dal CIO per il suo gesto mostrato durante la premiazione. Un'atleta che come Hulk ha una storia di depressione. 

bfi

5.8.2021

Medaglia di bronzo nel lancio del peso, la statunitense Raven Saunders è salita sul podio alzando le braccia e incrociandole. Un gesto sul quale il CIO ha deciso di indagare, mentre la 25enne ha spiegato come il gesto stava a rappresentare «l'intersezione dove tutte le persone che sono oppresse si incontrano».

Dopo aver vinto la sua prima medaglia olimpica la Saunders ha raccontato di voler essere un modello per gli altri come lei.

«Voglio solo essere chi a cui ho sempre aspirato, essere me stessa e non scusarmi per questo. Voglio mostrare alla generazione più giovane che non importa quello che ti dicono, non importa quanto ti vogliono categorizzare: devi essere te stesso».  

«La gente mi dice di non fare tatuaggi e piercing, ma guardami, sono bellissima».

Sotto la lente del Comitato Internazionale Olimpico (CIO)

Nel frattempo però il CIO ha detto di star esaminando il gesto fatto dalla Saunders sul podio, in quanto vi potrebbe essere una potenziale violazione delle regole che vietano le proteste inscenate sui podi olimpici. «Siamo in contatto con il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti e con l'atletica mondiale», ha detto il portavoce del CIO Mark Adams.

«Non voglio dire quali sarebbero i prossimi passi fino a quando non capiamo completamente ciò che sta succedendo. Non vogliamo anticipare nulla».

Ancora Adams: «Cerchiamo di rispettare le opinioni di tutti gli atleti; abbiamo dato loro più opportunità di esprimersi. Libertà di espressione nelle conferenze stampa, sui social media e nelle zona miste. Abbiamo creato delle possibilità... tutto ciò prima dell'inizio della competizione vera e propria».

Esprimere la propria opinione sì, ma non quando si scende in campo, e su questo punto sembrano essere d'accordo anche la grande maggioranza degli atleti.

«Abbiamo fatto un sondaggio coinvolgendo 3'500 atleti e tutti quelli che hanno risposto sono d'accordo nel proteggere il campo di gioco. Sarebbe bene che tutti potessero rispettare le opinioni degli atleti»., ha concluso il portavoce del CIO. 

Gli atleti statunitensi Tommie Smith (centro) e John Carlos alzarono il pugno durante le Olimpiadi del 1968 a Città del Messico: un gesto che è passato alla storia, un simbolo di libertà usato in prevalenza dalle comunità nere di tutto il mondo.  
Gli atleti statunitensi Tommie Smith (centro) e John Carlos alzarono il pugno durante le Olimpiadi del 1968 a Città del Messico: un gesto che è passato alla storia, un simbolo di libertà usato in prevalenza dalle comunità nere di tutto il mondo.  
KEYSTONE

La travagliata storia di Raven 'Hulk' Saunders

Tra i giochi di Rio del 2016 e questi di Tokyo, la Saunders ha affrontato difficili sfide personali, soffrendo di depressione, accompagnata da pensieri suicidi.

Alcuni mesi fa, intervistata dalla CNN, la Saunders ha rivelato tutto ciò, dicendo di aver trovato sostegno nella terapia, nella meditazione e nel contatto con gli amici stretti.

Ora, vuole incoraggiare altri che stanno lottando con la bizze della salute mentale per ottenere il sostegno di cui hanno bisogno.

«Il mio messaggio è quello di continuare a combattere, continuare a spingere, continuare a trovare valore in te stesso, in tutto ciò che fai,» ha detto dopo aver vinto la sua medaglia d'argento.

«Io rappresento così tante persone. Molte mi guardano, mi sono arrivati molti messaggi, così tante persone hanno pregato per me. Sono felice di di aver vinto questa medaglia anche per loro, non solo per me stessa».

Salute mentale e sport

L'argomento della salute mentale degli atleti è stato un grosso argomento di discussione durante i giochi di Tokyo, specialmente dopo i continui ritiri di Simone Biles USA causati, da problemi di salute mentale appunto.

Ricordiamo inoltre che anche la tennista giapponese Naomi Osaka, non aveva partecipato agli ultimi due Gran Slam (Roland Garros e Wimbledon) per questioni di tenuta mentale. 

Raven Saunders con la maschera da Hulk
Raven Saunders con la maschera da Hulk
KEYSTONE

Incredible Hulk

Un "personaggione" negli Stati Uniti, la Saunders è stata soprannominata 'Hulk' pensando al supereroe della  Marvel: soprannome originato dalle somiglianze fisiche e dalle similitudini legate all'igiene mentale tra l'atleta e  il verde supereroe.

Saunders che non ha mancato di immedesimarsi nel suo soprannome, portando addirittura una mascherina che ne richiama le fattezze.

«Inizialmente non sapevo come differenziare Hulk da Raven. Era difficile convivere con entrambi, ma ora, con l'andare del tempo, ha imparato a controllare Hulk e ad usare Hulk nel modo giusto», ha detto la Saunders alla CNN.

«Lo conservo per le competizioni, in modo che Raven possa divertirsi, incontrare le persone care, cercare una terapia, fare yoga, meditare; tutte cose che servono per creare una mente forte. Senza una mente forte, non puoi avere un corpo forte».