Dramma in gara Zurbriggen e l'incidente mortale fra le due manche a Calgary: «Quel bronzo vale quanto l'oro»

Patrick Lämmle

14.2.2026

Pirmin Zurbriggen in intervista.
Pirmin Zurbriggen in intervista.
blue Sport

Pirmin Zurbriggen non ha mai dovuto soffrire tanto per una medaglia quanto per il bronzo olimpico nello slalom gigante di Calgary. Tra la prima e la seconda manche, ha dovuto assistere all’investimento di una persona da parte di un veicolo in pista.

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Michael Wegmann, Michael Schifferle

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  • A Pirmin Zurbriggen piace parlare dei Giochi Olimpici di Calgary del 1988, fatta eccezione per la tragedia alla quale lui e il collega Martin Hangl hanno dovuto assistere tra la prima e la seconda manche dello slalom gigante.
  • Durante la risalita in seggiovia verso la partenza, le due stelle dello sci furono testimoni dell'investimento di un uomo da parte di un battipista.
  • «È stato un momento davvero duro e difficile da affrontare. Mi colpisce ancora oggi», racconta Zurbriggen.
  • Hangl ebbe un collasso e non riuscì a prendere il via della seconda manche. Zurbriggen, invece, riuscì a gareggiare e conquistò la medaglia di bronzo. Un risultato che, per lo sciatore svizzero, brilla ancora oggi come fosse d'oro.

La carriera di Pirmin Zurbriggen è costellata di vittorie, medaglie, globi di cristallo, fama e onori. Ma il 63enne ha vissuto anche momenti di profonda tristezza. Di uno di questi ne ha parlato con blue Sport.

È un episodio che il vallesano racconta con riluttanza, perché vorrebbe reprimere quelle ore e dimenticarle per sempre. Eppure decide di farlo comunque, in modo diretto e impressionante.

Era poco prima della seconda manche dello slalom gigante alle Olimpiadi di Calgary del 1988 quando Zurbriggen e il compagno di squadra Martin Hangl salirono sulla seggiovia diretta alla partenza.

A un certo punto, guardando verso il basso, videro e sentirono un uomo investito da un gatto delle nevi e ferito mortalmente. L'uomo morì sul luogo dell'incidente.

I due sciatori assistettero alla scena in prima persona e rimasero sotto shock. «È stato un momento molto duro e difficile quando ti capita davanti. Mi colpisce ancora oggi», racconta il nativo di Saas-Almagell. Poi, dopo una pausa, aggiunge: «Sei sul punto di perdere tutto».

Il compagno di squadra Hangl è crollato

Hangl non ce la fa. Ha un collasso nella zona di partenza: «Martin ha avuto un collasso, era molto provato. I medici sono accorsi immediatamente perché temevano qualcosa di peggio». L'atleta, che era 21esimo dopo la prima manche, decide di non prendere parte alla seconda.

L'amico, invece, riesce in qualche modo a gestire lo shock, o quantomeno a metterlo da parte. «Ho beneficiato del fatto di avere esperienza con le emergenze. Per questo sono riuscito a superare il momento. Ma è stato dannatamente difficile e brutale», spiega.

Il vallesano entra così in modalità gara e lotta fino all'ultimo, risalendo dal quarto al terzo posto. L'oro va all'italiano Alberto Tomba, autore di una prova di livello superiore.

«Non esiste una ricetta per superare una situazione come questa», aggiunge Zurbriggen, che ha dovuto letteralmente soffrire per conquistare quella medaglia di bronzo.

Proprio per questo quel risultato ha per lui un valore speciale, almeno pari all'oro vinto in discesa libera: «L'oro e il bronzo a Calgary sono quasi identici e hanno lo stesso significato per me».

Ecco il video dell'intervista (in svizzero tedesco):

Zurbriggen: «Non esiste una ricetta per superare una situazione come questa»

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