Djokovic difende la giudice di linea

fon

8.9.2020

Djokovic colpisce una giudice di linea con una pallinata ed è squalificato

Djokovic colpisce una giudice di linea con una pallinata ed è squalificato

07.09.2020

Dopo la squalifica di Novak Djokovic la giudice di linea degli US Open Laura C. ha ricevuto minacce di morte da parte di tifosi del serbo. Il numero uno al mondo è prontamente intervenuto per placare gli animi.

È una scena che non verrà dimenticata molto presto. Durante l'incontro degli ottavi di finale fra Novak Djokovic e Pablo Carreno Busta, il tennista serbo spara una pallina alla cieca a causa della frustrazione e colpisce al collo Laura C.. La giudice di linea stramazza al suolo e fatica a respirare. Qualche istante dopo Laura C. si riprende, ma il verdetto dei giudici degli US Open è unanime: Novak Djokovic deve essere squalificato, il suo torneo è terminato.

Alcuni tifosi del serbo non hanno impiegato molto tempo ad incolpare la sfortunata giudice di linea della bruciante squalifica di Djokovic. Pochi minuti dopo il termine della partita sul profilo Instagram dell'americana sono stati pubblicati commenti carichi d'odio, i peggiori addirittura sfociano in minacce di morte.

La notizia sembra essere arrivata anche alle orecchie di Djokovic. Il 33enne ha prontamente reagito su Instagram pubblicando un Post nel quale chiede ai suoi fan di supportare la giudice di linea. «Non ha fatto niente di male. Vi chiedo di essere solidali e affettuosi nei suoi confronti».

Il 17 volte vincitore di un torneo del Grande Slam, che ha dovuto pagare una multa di 10'000 Dollari oltre che riconsegnare i premi in denaro vinti sul percorso fino agli ottavi di finale, vuole imparare dall'accaduto. «Sono in momenti come questi che si diventa più forti», ha fatto sapere.

Della bruciante squalifica sembra dunque che Djokovic se ne sia fatta una ragione, e lo sguardo del serbo è già rivolto al futuro. Il 21 settembre prossimo inizierà il Roland Garros, e il numero uno farà di tutto per farsi trovare pronto. «Europa, arrivo!».

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