L'accordo tra Jannik Sinner e la WADA continua a far discutere il mondo del tennis. La «BBC» ha pubblicato un'inchiesta, in cui rivela quello che è successo dietro le quinte.
Hai fretta? blue News riassume per te
- Dopo il ricorso della WADA contro l'assoluzione iniziale, il team legale di Sinner ha accettato un accordo per una sospensione di tre mesi, considerata l'opzione meno rischiosa.
- La WADA ha giustificato la decisione come un compromesso tra il principio di responsabilità dell'atleta e la necessità di evitare una sanzione sproporzionata.
- Il caso ha diviso il circuito: Djokovic e Wawrinka hanno espresso scetticismo, mentre Berrettini, Sonego e Ruud hanno difeso Sinner, che tornerà in campo il 5 maggio.
- Nei 3 mesi di sospensione il tennista altoatesino non perderà alcun torneo del Grande Slam, però mancherà alcuni appuntamenti molto importanti come il Sunshine Double, con i tornei Master 1000 di Indian Wells e Miami.
L'accordo tra Jannik Sinner e la WADA continua a far discutere, con molti che sollevano dubbi su possibili favoritismi. La «BBC» ha pubblicato un'inchiesta che svela i retroscena della vicenda e le implicazioni per il sistema antidoping nel tennis.
L'intesa e la sospensione
Dopo che la WADA aveva impugnato l'assoluzione iniziale, il caso ha preso una svolta il 14 febbraio, quando le trattative tra il team legale di Sinner e l'agenzia antidoping si sono intensificate fino alla decisione di una squalifica di tre mesi. «Tutto è accaduto in modo incredibilmente veloce, nel giro di un paio di giorni», ha dichiarato Jamie Singer, avvocato del tennista.
Convinto della propria innocenza, il tennista italiano inizialmente rifiutava l'idea di una squalifica, ma i suoi avvocati lo hanno persuaso ad accettare l'accordo per evitare il rischio di una pena più lunga al TAS. «Non si può mai prevedere l’esito di un’udienza. Se la WADA chiede un anno e perdiamo il ricorso, cosa farai allora?», gli avrebbe detto l'avvocato, citato dalla «BBC».
La sospensione di tre mesi è così diventata un'opzione più sicura, anche considerando il grande bonus di non perdersi alcun torneo del Grande Slam in quel periodo.
La reazione della WADA e del circuito
L'agenzia antidoping ha voluto preservare il principio di responsabilità dell'atleta senza però infliggere una sanzione eccessiva. «Il nostro obiettivo era difendere il principio di responsabilità degli atleti per il proprio entourage, ma non volevamo una punizione sproporzionata», ha spiegato il portavoce Ross Wenzel.
Novak Djokovic ha espresso perplessità, sottolineando come i tennisti più ricchi possano permettersi difese migliori. Anche l'elvetico Stan Wawrinka si è detto deluso dal sistema antidoping, mentre Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego e Casper Ruud sono alcuni dei colleghi che hanno preso e difese del numero 1.
Il prossimo 5 maggio, il tennista potrà tornare a competere, giusto in tempo per non perdere l'appuntamento casalingo degli Internazionali d'Italia e il Roland Garros.