E sulla rivalità con Alcaraz... L'ex numero 1 del mondo esalta Sinner: «È una rivoluzione, vince su ogni superficie»

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17.4.2026 - 13:50

Jannik Sinner è fresco di trionfo al torneo di Monte Carlo.
Jannik Sinner è fresco di trionfo al torneo di Monte Carlo.
KEYSTONE

L’ex campione americano Andy Roddick resta senza parole davanti all’azzurro e ad Alcaraz. E il confronto con le leggende del passato è inevitabile

Antonio Fontana

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Jannik Sinner e Carlos Alcaraz stanno dominando il tennis mondiale, vincendo tutti gli ultimi nove tornei del Grande Slam e numerosi Masters 1000.
  • Andy Roddick ha definito «assurde» le loro prestazioni, sottolineando la loro capacità di vincere su qualsiasi superficie.
  • L’ex numero uno ha evidenziato come, a differenza del passato, oggi i campioni mostrino una continuità quasi perfetta.
  • Secondo Roddick, anche una singola sconfitta di Sinner sorprende, segno del livello straordinario che ha raggiunto.

Jannik Sinner e Carlos Alcaraz stanno riscrivendo le regole del tennis moderno. Non è più solo dominio: è qualcosa di mai visto prima.

Andy Roddick non usa mezzi termini e lo dice chiaramente: «Quello che stanno facendo è assurdo».

Negli ultimi due anni e mezzo, i due hanno monopolizzato il circuito: nove Slam di fila finiti nelle loro mani e una lunga serie di Masters 1000 conquistati.

L’ultima prova è arrivata a Monte-Carlo, dove Sinner ha battuto Alcaraz in finale. Un altro segnale forte, l’ennesimo.

Un livello mai visto prima

L’ex numero uno del mondo - le cui parole sono state riportate dal «Corriere dello Sport» - prova a spiegare questa nuova realtà, ma ammette lui stesso la difficoltà: «Il loro successo ha portato le aspettative a un livello che è quasi impossibile da sostenere», dice.

Poi si sofferma su Sinner: «Arriva dopo Indian Wells e Miami e vince ancora a Monte-Carlo, battendo Alcaraz. Questi due continuano ad alzare il livello. Lo diciamo da tempo, ma loro trovano sempre un modo per dimostrarlo ancora di più. È incredibile».

E ricorda i dubbi recenti sull’azzurro: «Due anni fa ci chiedevamo: vincerà Slam? Può giocare sulla terra? E sull’erba? Può mantenere questo livello? La risposta è stata sempre sì».

Il confronto con le leggende del passato

Roddick allarga poi il confronto al passato e il messaggio è chiaro: il tennis è cambiato radicalmente. I tornei sono diversissimi tra loro - Indian Wells, Miami, Monte-Carlo - eppure oggi i due migliori vincono ovunque.

«È questa la vera rivoluzione», sottolinea. Anche i giganti di ieri, a suo dire, avevano punti deboli.

«Anche nella mia generazione, e perfino con Roger, Rafa e Novak, c’erano differenze. Pete Sampras era dominante, incredibile: 14 Slam, sei volte numero uno a fine anno. Ma poteva perdere al terzo turno al Roland Garros. Gli capitavano sconfitte strane».

Aspettative disumane

Oggi, invece, il margine di errore è quasi zero. E Sinner ne è l’esempio perfetto. Basta una sconfitta, come quella a Doha, per far scattare l’allarme generale.

«Ma questa - conclude Roddick - è un’aspettativa creata dal suo stesso livello. È semplicemente assurdo».