Stan Wawrinka ha annunciato che il 2026 sarà la sua ultima stagione nel circuito, una scelta ponderata che apre a un ultimo capitolo carico di significato per una delle carriere più iconiche del tennis svizzero. In un'intervista a «blue News», Heinz Günthardt analizza i motivi della decisione e le prospettive dell'ultimo anno di Stan.
Hai fretta? blue News riassume per te
- Stan Wawrinka ha annunciato che il 2026 sarà la sua ultima stagione, una decisione maturata con lucidità e non dettata dall'emotività.
- Secondo Heinz Günthardt, la passione resta intatta, ma il peso fisico e mentale della carriera rende sempre più difficile andare avanti con lo stesso piacere.
- Stando all'esperto, Wawrinka ha ancora il livello per competere tra i Top 100, a patto di restare in salute e di trovare continuità nell'arco dell'intera stagione.
Stan Wawrinka ha annunciato che il 2026 sarà la sua ultima stagione da professionista e che chiuderà la carriera al termine dell'anno.
Per il vodese si tratta di una decisione maturata nel tempo, lontana dai colpi di testa o dettata dai momenti di sconforto a seguito di risultati poco soddisfacenti.
Nel frattempo venerdì il 40enne ha ricevuto una Wildcard per gli Australian Open, il primo torneo del Grande Slam stagionale che vinse nel 2014, in finale contro Rafa Nadal.
«C'è un limite che prima o poi arriva, anche se ti piace ancora stare in campo e giocare a tennis», ha commentato l'esperto Heinz Günthardt ai microfoni di «blue News».
Stando all'ex tennista per Stan la passione non è venuta meno, ma il peso di tutto ciò che circonda una carriera di sportivo professionista con allenamenti, recupero, e la cura del corpo non è da sottovalutare. Con il passare degli anni, ogni dettaglio richiede più tempo ed energia, fino a quando «si ha la sensazione che non sia più divertente come prima».
Proprio per questo la scelta di giocare ancora dodici mesi assume un valore speciale. Non è una reazione emotiva dopo qualche settimana difficile, ma un addio pensato, lucido.
Un modo per chiudere una carriera straordinaria con consapevolezza. «È una decisione ben riflettuta», viene sottolineato, «e può essere un bellissimo finale».
«Ha il livello dei Top 100»
Il campo, però, resta il suo posto preferito. Ciò che ancora lo motiva è uscire e affrontare un avversario dall'altra parte della rete, sentire il sostegno del pubblico, che ovunque sia nel mondo è spesso dalla sua parte.
«Non entri solo per farti vedere: entri per vincere». E finché senti di avere una chance, anche per i tifosi che ti sostengono, il senso resta, sottolinea il 66enne.
Dal punto di vista tecnico, Wawrinka ha dimostrato nelle prime settimane del 2026 di poter essere ancora competitivo contro i migliori del circuito. «Ha il livello per stare nei primi 100 del mondo», anche se la vera sfida sarà mantenerlo per un'intera stagione. «Serviranno continuità, resistenza fisica e anche un pizzico di fortuna, soprattutto nei tornei più importanti».
L'importanza della salute
C'è poi quel colpo che ancora oggi accende gli spalti e fa tremare gli avversari: quel rovescio a una mano, uno dei migliori che la storia del tennis abbia mai visto e che è diventato uno dei marchi di fabbrica del vodese. «Oggi quasi nessuno lo gioca così».
È un gesto che porta con sé nostalgia e bellezza, e che resta «una gioia per gli occhi». I colpi ci sono ancora e «appartengono ai migliori visti negli ultimi vent'anni».
La condizione imprescindibile, però, è una sola: la salute. «Ci si può divertire solo se si gioca privi di dolore. Se ogni volta che entri in campo hai paura che qualcosa si rompa, il piacere svanisce».
L'augurio è che Wawrinka possa vivere quest'ultima stagione senza infortuni, con il tempo e lo spazio per salutare il tennis come merita.
Magari, ancora una volta, da protagonista. Stan se lo meriterebbe.