«La solitudine è sempre presente tra noi tennisti, la sento ancora oggi»

bfi

19.11.2020

Francesca Schiavone, ex tennista italiana
Getty 

Francesca Schiavone, tennista italiana in pensione, ha parlato della sua malattia e della solitudine dei tennisti, che continua anche a fine carriera. 

Si è ritirata a 38 anni la tennista Francesca Schiavone, la prima italiana vincitrice di un torneo del Grande Slam. Gli amanti del tennis ricorderanno quando nel 2010, in finale a Parigi, la Schiavone batté l'australiana Samantha Stosur con il punteggio di 6-4, 7-6 (2).

Milanese di nascita, la Schiavone è pure l'ultima donna ad aver vinto un torneo del Grande Slam giocando il rovescio ad una mano sola. 

2010: la Schiavone conquista il Roland Garros
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Oltre ai successi e ai trofei alzati al cielo nel corso della sua carriera, l'italiana è entrata nel cuore di tutti gli appassionati di tennis grazie al suo spirito combattivo.

«Quando ti dicono che hai un cancro il mondo ti crolla addosso»

Questo spirito indomito le ha permesso di affrontare con determinazione una delle battaglie più difficili che abbia mai combattuto: quella contro il cancro.

In un'intervista concessa al programma italiano 'One More Time', la ex tennista, oggi 40enne, ha raccontato di come c'è voluta tutta la sua volontà per combattere la sfida più impegnativa.

«Facevo fatica a giocare a tennis e pensavo fosse la mia età, ma era un'altra cosa», ha raccontato la Schiavone, che ha poi aggiunto: «Ho anche perso molto peso, ma nel complesso stavo bene. Poi un giorno ho scoperto questo linfonodo nel collo e sono andata dal medico. Quando ti dicono che hai un cancro il mondo ti crolla addosso, è tutto incerto e oscuro, pensi di aver perso tutto».

«Siamo più forti di quanto crediamo»

Un racconto intenso, quello della 40enne ex tennista che oggi dice di star bene.

«Sento di poter dire tre cose a chi si trova in questa situazione: la prima è di circondarsi di persone che ti vogliono bene, la seconda è che siamo più forti di quanto crediamo; quando pensiamo di non farcela, abbiamo sempre quei cinque minuti o quella palla in più da giocare, quella possibilità a cui non pensiamo nemmeno. Ultima cosa: trovare qualcosa che ti motiva, che ti stimola ad alzarti ogni giorno per continuare a combattere».

Francesca Schiavone.
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Francesca Schiavone oggi sta bene, i medici le hanno comunicato pochi giorni fa di aver sconfitto la malattia.

«Quando me l'hanno detto sono esplosa di felicità. Ora sono pronta ad affrontare nuovi progetti».

Un piccolo bistrot a Milano per ritrovare la motivazione e l'energia, questo è il progetto che la ex tennista sta affrontando con il suo compagno di vita. 

«La solitudine è sempre presente tra noi tennisti»

Come non parlare di tennis con colei che ha scritto un capitolo della storia di questo sport. Il tennis è uno sport di solitudine: in campo giochi solo, ti alleni da solo.

«Il momento in cui mi sono sentita più sola è stato quando ho perso il torneo di Wimbledon al primo turno del 2010». Già, perché poche settimane prima la milanese aveva trionfato a Wimbledon e le aspettative sulle sue spalle erano altissime. 

«La solitudine è sempre presente tra noi tennisti, la sento ancora oggi. È uno sport che non permette facilmente di curare delle amicizie. Quello che diceva Agassi nel suo libro è vero. Ancora oggi a volte mi sento molto sola e piango».

La forza dei sogni, degli obiettivi

La Schiavone non è certo il tipo di persona che si piange addosso, la sua è un'analisi lucida, quasi fredda.

«Sono stata molto fortunata nella mia vita perché ho sempre saputo da che parte andare; avevo un sogno». 

Quel sogno che la portò a vincere un Grande Slam, a raggiungere il quarto posto del ranking mondiale, ad essere riconosciuta e invidiata.

«Se non hai un sogno da realizzare posso capire perché alcune persone iniziano a bere, a fumare, ad entrare nel circolo delle dipendenze».

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