«Liberateci», «Abbiamo bisogno d'aria fresca», «Regole a noi sconosciute»

19.1.2021

La protesta della tennista kazaka Putintseva.
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Critiche, allenamenti in  camera d'albergo, grida d'aiuto e le difese degli organizzatori: tutto questo è l'anticipo degli Australian Open 2021 segnati dalla pandemia. 

Il direttore dell'Australian Open Craig Tiley ha il suo bel da fare a respingere le critiche sulle condizioni di quarantena per decine di partecipanti al primo torneo del Grande Slam della stagione.

Si tratterebbe di una minoranza, a detta di Tiley, mentre la maggior parte dei giocatori non ha problemi con la situazione attuale.

L'inizio degli Australian Open è previsto per l'8 febbraio. Condizioni di isolamento speciali perché alcune persone - 9 al momento della scrittura - sono risultate positive al coronavirus all'arrivo a Melbourne. Anche tutti i compagni di viaggio dei positivi devono passare 14 giorni di quarantena nelle loro camere d'hotel e il numero sale così a settantadue.

«Questo è il prezzo che devono pagare i nostri ospiti»

Anche la tennista svizzera Belinda Bencic è tra loro. A questi professionisti non è permesso lasciare le loro camere d'albergo: «Questo è il prezzo che devono pagare i nostri ospiti e chiunque voglia venire in Australia», ha detto Tiley alla rete nazionale ABC.

I professionisti che non sono invece positivi ai test e non sono stati direttamente in contatto con essi si trovano in quarantena 'normale' per 14 giorno: sono autorizzati a lasciare l'hotel per cinque ore al giorno per allenarsi.

Le critiche sulle diverse condizioni di trattamento e di quarantena sono però sempre più numerose.

«Abbiamo bisogno di aria fresca per respirare»

Ad esempio, la giocatrice kazaka Yulia Putintseva, numero 28 del mondo, ha postato su Twitter una foto di sé stessa davanti alla finestra chiusa del suo hotel, mostrando un cartello che dice: «Abbiamo bisogno di aria fresca per respirare». 

«Abbiamo ricevuto un opuscolo di informazioni e con nuove regole di cui non sapevamo nulla»

La Bencic ha detto di non lamentarsi del fatto di essere in quarantena di per sé, ma per le condizioni di allenamento, che a detta della svizzera non sarebbero uguali per tutti.

La 23enne di Flawil ha inoltre criticato la comunicazione tra lei e gli organizzatori prima dell'arrivo in Australia: «Abbiamo deciso di venire qui sulla base di regole che ci sono state mandate. Poi, una volta arrivati,  abbiamo ricevuto un nuovo opuscolo di informazioni e regole nuove di cui non sapevamo nulla».

«Liberateci»

Dopo aver provato a forzare la mano con gli organizzatori, il numero 1 Novak Djokovic è invece apparso rilassato e divertito sul terrazzo della sua camera d'albergo. Djokovic, che non è in quarantena stretta, vive comunque una situazione privilegiata, ed anche per questo motivo è stato aspramente criticato da alcuni colleghi - tra cui Kyrgios - che gli hanno imputato di aver  ricevuto un trattamento preferenziale. 

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