Non è il benvenuto

Mentre il governo tace gli australiani si fanno sentire: «Nole a casa»

bfi

13.1.2022

Defending men's champion Serbia's Novak Djokovic practices on Margaret Court Arena ahead of the Australian Open tennis championship in Melbourne, Australia, Thursday, Jan. 13, 2022. AP Photo/Mark Baker)
Novak Djokovic, nonostante nove titoli vinti a Melbourne, non sembra stavolta essere il benvenuto.
KEYSTONE

Il sorteggio più atteso della storia per gli Australian Open 2022 è avvenuto, e tra i nomi in lista c'è anche quello di Djokovic. Se il governo di Canberra prende ancora tempo per decidere la sorte del serbo molti cittadini hanno già le idee chiare. 

bfi

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Il tamtam mediatico che ha investito l'Australia a causa del 'caso Djokovic' non si è ancora fermato. Dopo il sorteggio avvenuto poche ore fa a Melbourne, che vede per ora anche il serbo ai nastri di partenza del torneo che inizierà lunedì, e il silenzio davvero assordante del governo australiano, il popolo della nazione australe sta vivendo un'altra frattura interna: Djokovic dentro o fuori?

Il silenzio assordante del governo

Nessuna decisione per ora da parte del ministro Hawke, come riporta il quotidiano australiano «The Age», che da giorni segue la vicenda molto da vicino.

La maggioranza degli australiani toglierebbe il visto a Nole

Il giornalista Ben Rothenberg riferisce intanto di un sondaggio avvenuto su vari siti di australiani che ha coinvolto quasi 60'000 persone, intervistate sulla questione Novak Djokovic.

La schiacciante maggioranza (83%) crede che il governo dovrebbe espellere il tennista serbo. Numeri che lasciano pochi dubbi sull'accoglienza gelida che riceverà Nole se lunedì dovesse effettivamente scendere in campo. 

La pressione sul governo di Morrison

La pressione sul ministro Hawke continua così a crescere. Faccenda Djokovic che avrà un grosso impatto sulle prossime vicine elezioni nazionali.

Il caso Djokovic ha rafforzato l'impressione che il primo ministro Morrison «non riesce a mettere ordine in casa sua» e ciò potrebbe costargli dei voti se la questione si dovesse trascinare ulteriormente, ha detto John Warhurst, professore emerito dell'Australian National University, studioso di politica australiana da decenni.

«Non sembra qualcuno (Morrison n.d.r.) che abbia il controllo della situazione», ha detto Warhurst. «Sembra disordinato e ora sta remando a fatica per tenere il passo».

La pallina non ha ancora toccato il suolo ... il gioco continua.