Quando la vittoria di Federer a Wimbledon nel 2003 deluse la Bencic

fon

28.8.2019

Bencic, sinistra, è stata ispirata dalla vittoria di Federer a Wimbledon 2003, ma...
Getty - Keystone

Belinda Bencic ha superato al primo turno degli US Open la lussemburghese Mandy Minella col punteggio di 6-3 6-2 nonostante un inizio di gara poco rassicurante. Nel post partita la sangallese ha fatto luce sui problemi al piede e ha rivangato il passato.

Se da una parte il dolore al tallone non è ancora sparito completamente la 22enne numero 12 nel ranking WTA ha potuto rassicurare i propri fan riguardo all’evoluzione dell’infiammazione. «I problemi fisici di Cincinnati vanno molto meglio. Certo, non sono ancora al cento per cento ma mi sento meglio».

«Nel Midwest avevo dovuto gettare la spugna a causa di un’infiammazione al tallone - ha in seguito precisato la stessa - per riprendermi mi sono presa due giorni liberi, e ho ricominciato a lavorare con degli allenamenti più leggeri del solito».

«Ora come ora faccio molta fatica a rispondere alle smorzate, lo scatto mi crea problemi. Però mi raccomando non raccontatelo in giro», ha ammesso ridendo la sangallese che giovedì nel secondo turno del torneo newyorkese affronterà la francese Alizé Cornet, numero 64 nel ranking WTA.

«Devo dire la verità, sono contentissima di dove mi trovo ora. Quando la stagione è iniziata non mi sarei mai aspettata di ritrovarmi a fine agosto così avanti nel ranking. Non avrei potuto immaginarmi di meglio, sino ad ora quest’anno è stato super», ha poi riflettuto una galvanizzata Belinda Bencic.

Alla domanda di un giornalista su quale fosse stata la partita di tennis che più l’aveva ispirata e poi spronata fino a ad incoronare il sogno di diventare professionista, la nativa di Flawil non ha dovuto riflettere più di qualche secondo per rispondere: «Senza dubbio la vittoria di Roger Federer a Wimbledon nel 2003 mi ha ispirato più di tutte».

«A quei tempi ero una bambina, e mi ricordo che oltre alla partite mi piaceva molto anche guardare le premiazioni per vedere i giocatori ricevere il trofeo. Mi ricordo che quando vidi Roger alzare quella grande coppa mi sono detta: “Un giorno voglio vincerla pure io”. Poi rimasi molto delusa quando scoprii che le ragazze ne ricevevano un’altra più piccola», ha tenuto ha precisare con un timido sorriso la 22enne.

Salita sul treno dei ricordi, Belinda Bencic ha rievocato quanto per lei gli US Open sono un torneo particolare… «A New York mi sento sempre bene. Qui è dove ho fatto i miei primi passi fra i professionisti e dove sono riuscita a farmi un nome, giocando giovanissima, senza pressione sulle spalle, e ottenendo eccellenti risultati (nel 2016 per esempio non ancora 20enne aveva raggiunto gli ottavi di finale ndr.)».

«Sono sensazioni che rimangono, le rivivo ogni volta che torno, è qualcosa di speciale», ha poi concluso Belinda Bencic, quest'anno alla sua sesta partecipazione al torneo tennistico più importante della Grande Mela.

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