Ecco perché Toni Nadal è convinto che Novak Djokovic sovrasta ancora di poco Jannik Sinner 

bfi

12.11.2025

Jannik Sinner (sinistra) e Novak Djokovic in occasione dell'ultima edizione di Wimbledon.
Jannik Sinner (sinistra) e Novak Djokovic in occasione dell'ultima edizione di Wimbledon.
KEYSTONE

Mentre sono in corso di svolgimento le Nitto ATP Finals di Torino, Toni Nadal, lo zio ed ex allenatore di Rafa Nadal, ha espresso la sua opinione sulle differenze tra Novak Djokovic e Jannik Sinner, asserendo che il serbo sia un «giocatore più completo» dell'italiano. 

Igor Sertori

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Alle Nitto ATP Finals di Torino Jannik Sinner ha vinto la prima sfida contro il canadese Felix Auger-Aliassime con il risultato di 7-5, 6-1.
  • Novak Djokovic ha gettato la spugna prima dell'inizio del torneo, per problemi ad una spalla.
  • Toni Nadal, zio ed ex allenatore di Rafa Nadal, ha parlato delle differenze tra l'italiano e il serbo.
  • Per lo spagnolo Nole rimane il giocatore più completo, anche se non di molto.

Mentre a Torino sono in corso di svolgimento le ATP Finals, Toni Nadal, il leggendario allenatore di Rafael Nadal, nonché zio e una delle voci più autorevoli del tennis, ha espresso a «Tennis World USA» la sua opinione sul confronto sempre più popolare tra Jannik Sinner e Novak Djokovic.

Mentre molti vedono l'italiano come una versione moderna, più esplosiva e avanzata del serbo, lo «zio» Toni ha invitato alla cautela.

Purtroppo a Torino Nole non ci sarà, a causa di un infortunio alla spalla che lo ha costretto a rinunciare al torneo di fine stagione. Si tratta della seconda volta consecutiva che l'ex numero 1 non parteciperà alle finali del Tour.

Nole è il più completo, Sinner un martello automatico

Il famoso allenatore ha sottolineato che entrambi i giocatori eccellono per punti di forza molto diversi prima di incontrarsi al vertice.

Secondo lo spagnolo infatti Djokovic rimane il giocatore più completo, anche se non di molto. La varietà, il tocco e la sua adattabilità tattica a diversi avversari e condizioni gli conferiscono un vantaggio in termini di versatilità.

Sinner, invece, fa affidamento sulla velocità pura e sulla precisione dei suoi micidiali colpi da fondo campo, perfettamente eseguiti da entrambi i lati. Il tennista originario di San Candido impone un ritmo incessante che pochi avversari riescono a sostenere a lungo.

Al momento sembra imbattibile sui campi indoor, anche se le vere sfide delle ATP Finals devono ancora arrivare.

«Penso che Novak sia più completo di Jannik»

Il 64enne ha sottolineato che entrambi i giocatori giocano a un ritmo mozzafiato. Sono in grado di mantenere equilibrio e controllo anche alla massima velocità, il che schiaccia il ritmo degli avversari.

L'ex numero 1, oggi 38enne, ha la capacità di assorbire il ritmo e di reindirizzarlo con precisione chirurgica.

Al contrario, il ragazzo altoatesino 14 anni più giovane, offre una potenza travolgente e detta gli scambi dalla linea di fondo, anche se gli piace concluderli in modo rapido ed efficiente, come contro Felix Auger-Aliassime, nella prima uscita a Torino per le finals, dove ha dominato il canadese per 7-5, 6-1.

Rafael Nadal con lo zio e coach Toni Nadal nel 2013
Rafael Nadal con lo zio e coach Toni Nadal nel 2013
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Secondo lo spagnolo, l'attuale numero 2 del ranking mondiale possiede uno schema ben definito, efficiente e devastante quando eseguito bene, come spesso è avvenuto negli ultimi due anni.

Le parole di Nadal ricordano ai tifosi di cercare la bellezza del tennis nei contrasti. In questo caso, il fuoco di Sinner incontra la finezza di Djokovic, mentre la giovinezza sfida la maestria.

Il giovane ha dominato il già leggendario serbo dalla fine del 2023, vincendo cinque partite consecutive.

«Penso che Novak sia un po' più completo di Jannik. Sinner ha più velocità nei suoi colpi, Djokovic ha un po' più di tocco. Entrambi impongono sempre un ritmo elevato e hanno un controllo di palla eccezionale, con movimenti di altissimo livello. Jannik gioca con uno schema molto definito: impone un ritmo molto veloce fin dall'inizio, difficile da seguire per chiunque», ha concluso colui che ha allenato Rafa Nadal dal 1990 al 2017.