Il caso del killer-suicida ex giocatore di NFL

SDA

15.12.2021 - 09:49

FILE - In this Dec. 26, 2010, file photo, San Francisco 49ers cornerback Phillip Adams (35) is attended to after injuring his left leg during the third quarter of an NFL football game against the St. Louis Rams, in St. Louis. On Tuesday, Dec. 14, 2021, a coroner is set to release the results of a brain test for chronic traumatic encephalopathy on former NFL player Adams, who was accused of fatally shooting six people in Rock Hill, South Carolina, before killing himself in April. Adams' family agreed after his death to have his brain tested for the degenerative disease linked to head trauma and concussions. (AP Photo/Tom Gannam, File)
Phillip Adams in un'immagine del 2010 
KEYSTONE

Phillip Adams soffriva di encefalopatia traumatica, quando uccise sei persone prima di togliersi la vita lo scorso aprile in South Carolina. Lo hanno reso noto alcuni medici specializzati.

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15.12.2021 - 09:49

Un esame post mortem del cervello di Phillip Adams, effettuato all'università di Boston, ha rivelato che il 32enne presentava segni di lesioni cerebrali «insolitamente gravi», classificate come encefalopatia traumatica cronica, una malattia causata dai ripetuti traumi cranici cui sono sottoposti i giocatori di football.

Una patologia che crea aggressività, impulsività, depressione, ansia, paranoia e tendenze suicide e perdita di memoria.

La famiglia di Phillip Adams ha detto di aver apprezzato la diagnosi.

«Anche nel mezzo di uno strazio schiacciante, stiamo trovando un po' di conforto nei risultati del CTE e nella spiegazione che essi forniscono per i comportamenti irrazionali relativi a questa tragedia», si legge in una dichiarazione familiare pubblicata da ESPN.

La famiglia Adams ha detto che non erano sorpresi che avesse la malattia, ma sono rimasti scioccati nell'apprendere quanto fosse grave la sua condizione.

«Dopo aver esaminato le cartelle cliniche della sua carriera nel football, ora sappiamo che cercava disperatamente aiuto dalla NFL, ma gli sono state negate tutte le richieste a causa della sua incapacità di ricordare le cose e di gestire compiti apparentemente semplici, come viaggiare per ore per vedere i medici e passare attraverso ampie valutazioni», così ancora la famiglia. 

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