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Credit Suisse: «Nel 2022 la ripresa rallenterà»

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15.6.2021 - 16:58

A causa delle incertezze e complicazioni legate ai viaggi continueranno a mancare molti turisti stranieri. (nella foto lo Jungrfaujoch)
Keystone

L'economia svizzera dovrebbe essere confrontata a una ripresa su larga scala quest'anno, secondo gli esperti del Credit Suisse. Ma in seguito il rilancio perderà dinamismo.

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15.6.2021 - 16:58

Con la riapertura di ampie parti dell'economia è iniziata una ripresa che viene accelerata da un recupero degli acquisti, si legge in un comunicato odierno del Credit Suisse. Entro l'inizio dell'autunno il consumo privato dovrebbe pertanto in gran parte normalizzarsi. Intanto, nel settore industriale svizzero il boom della ripresa prosegue. Per quest'anno gli economisti della grande banca prospettano una crescita del 3,5%, come già stimato in marzo. In tal modo il crollo del 2020 (-2,6%) dovrebbe venir più che compensato.

Per l'anno prossimo è invece atteso un indebolimento della dinamica di crescita al 2,0%. Gli effetti di recupero si dissolveranno progressivamente, tanto più che, secondo le stime, circa il 30% di quanto accumulato durante i due lockdown sta diventando «risparmio prudenziale». Con una maggiore richiesta di servizi, la domanda di beni diminuirà, ritengono gli esperti del Credit Suisse. L'aumento relativamente lento delle assunzioni segnala inoltre un certo scetticismo da parte delle imprese riguardo alla durata del boom della ripresa.

Turismo ancora sotto pressione

L'evoluzione complessiva positiva cela inoltre le difficoltà dei singoli settori, primo fra tutti quello alberghiero. Nell'anno pandemico 2020 la ristorazione e il turismo hanno registrato cali di fatturato rispettivamente del 40% e del 67%. Le aree urbane del Lago Lemano e di Zurigo hanno subito perdite addirittura maggiori.

Solo alcuni segmenti – viene ricordato – hanno tratto profitto dalla crisi, ad esempio il comparto paralberghiero, poiché gli svizzeri hanno trascorso le vacanze in piccoli gruppi nel proprio paese, oppure i take-away, a causa della chiusura totale o parziale di bar e ristoranti.

Tuttavia nel 2020 non si è registrato un calo del numero di imprese di nuova costituzione nel settore alberghiero, mentre nel 2021 il tasso di nuove costituzioni è persino aumentato. Al tempo stesso è stato possibile evitare un'ondata di fallimenti, in parte grazie alle misure di sostegno statale.

Quanto al settore della ristorazione, si intravvede la fine della fase di difficoltà, affermano gli esperti del numero due bancario elvetico, ma le limitazioni del numero di clienti e la chiusura di club, discoteche e sale da ballo ostacolano per ora un pieno recupero dei fatturati.

Per quanto concerne l'ulteriore sviluppo del settore turistico, gli economisti del Credit Suisse considerano improbabile un rapido ritorno alla situazione pre-crisi. A causa delle incertezze e complicazioni legate ai viaggi continueranno a mancare molti turisti stranieri; al contempo numerosi svizzeri potrebbero trascorrere le proprie vacanze in patria. Pertanto, sia il settore paralberghiero sia le regioni turistiche svizzere con ogni probabilità saranno di nuovo tra i vincitori nell'estate 2021.

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