Molestie sessuali Il processo a Weinstein entra nel vivo

ATS

20.1.2020 - 17:18

Una vicenda che sta appassionando l'America.
Una vicenda che sta appassionando l'America.
Source: KEYSTONE/AP/BM

Metà dei 12 giurati scelti per il processo contro Harvey Weinstein hanno qualcosa in comune con lui: metà sono maschi bianchi, alcuni ricchi. Solo cinque sono donne, nessuna giovane, un settimo giurato e un uomo di colore.

Salvo colpi di scena, il processo contro Harvey Weinstein sta per entrare nel vivo: il 22 gennaio procura e difensori dell'ex produttore si affronteranno in aula della Superior Court di Manhattan, ma già nascono polemiche sulla scelta del pool che dovrà decidere sulla sorte di Weinstein.

Il processo potrebbe concludersi a marzo. Se riconosciuto colpevole, Weinstein rischia di morire in prigione. L'ex produttore è sul banco degli imputati per violenze sessuali nei confronti di due donne nel 2006 e nel 2013.

La scelta della giuria

Nel corso della selezione della giuria la difesa ha sistematicamente obiettato alla scelta di donne bianche giovani, il target del presunto comportamento predatore di Weinstein. In compenso fa parte del pool una scrittrice all'opera su un romanzo su uomini predatori e le loro relazioni con donne più giovani.

La giurata numero 11 è stato al centro della mozione presentata dalla avvocatessa di Weinstein Donna Rotunno (gli altri sono Damon Cheronis e Arthur Aidala) per chiedere di invalidare il processo: «Il mio maggior timore è che il mio cliente non possa avere giustizia a causa sua», ha detto la Rotunno alla Cnn.

Anche la squadra della procura è guidata da una donna: Joan Illuzi, che lavora da oltre 30 anni nell'ufficio del District Attorney, porterà fin dall'inizio esperti di delitti sessuali per confutare l'offensiva del team Weinstein che i rapporti sessuali erano stati consensuali e che le donne, dopo, non si erano comportate da vittime.

Le accusatrici

Una delle due donne al centro del processo, che accusa l'ex capo di Miramax di averla stuprata nel 2013, ha mandato successivamente a Weinstein email affettuose nei mesi dopo l'evento e una dei periti, la psichiatra forense Barbara Ziv che aveva deposto anche la processo contro il comico Bill Cosby, aveva argomentato che spesso le vittime evitano di ricorrere alla polizia, mantengono contatto con l'aggressore, ricordano più particolari col passare del tempo e reagiscono emotivamente in modo diverso una dall'altra.

La procura conta anche di portare a deporre quattro donne che accusano Weinstein di aggressione ma i cui casi risalgono a troppo tempo fa per essere processati a parte.

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