Più personale curante residente

Servono 250 nuovi infermieri all'anno in Ticino

SwissTXT / red

13.8.2022

Nel 2030 in Ticino serviranno oltre 10'300 professionisti nelle cure
Nel 2030 in Ticino serviranno oltre 10'300 professionisti nelle cure
archivio Keystone

È il primo obiettivo da raggiungere in Ticino per aumentare il personale curante residente. L'interesse per la formazione resta alto.

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13.8.2022

Sono quasi duecento i giovani che annualmente in Ticino terminano la formazione infermieristica (si è passati dai 131 diplomati del 2013 ai 192 del 2021). Ma il numero di neodiplomati - che escono dalla Scuola specializzata superiore in cure infermieristiche (SSSCI) e dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) - dovrà aumentare per far fronte, in futuro, a un crescente fabbisogno di personale nelle cure.

Attualmente in Svizzera gli infermieri sono la figura professionale più ricercata: da un recente rapporto del portale Jobradar è emerso che nel secondo trimestre del 2022 a livello nazionale si contavano quasi 7'500 posti vacanti. Una situazione, questa, che non tocca ancora il Ticino. Ma che potrebbe farsi sentire, appunto, negli anni a venire.

Lo mostra uno studio realizzato nell'ambito del Piano d'azione per il rafforzamento della formazione professionale nel settore sociosanitario (ProSan 2021-2024): «Nel 2030 in Ticino vi sarà un fabbisogno complessivo di oltre 10'300 professionisti nelle cure, 2'700 in più rispetto al 2015», spiega ai microfoni della RSI Claudio Del Don, capo Sezione della formazione sanitaria e sociale.

Si renderà pertanto necessario aumentare il numero di professionisti che dovranno entrare annualmente nel mercato del lavoro. «Lo studio stima che nel 2030 saranno necessari 820 nuovi specialisti», precisa.

Più personale curante residente

Il Piano ProSan 2021-2024 - approvato in febbraio dal Gran Consiglio ticinese - mira a incrementare la copertura nel fabbisogno di personale curante residente dall'attuale 60 al 70%, con un obiettivo più a lungo termine, entro il 2030, dell'80%.

«In termini numerici - spiega ancora Del Don - l'aumento dal 60 al 70% corrisponde, rispetto alla situazione attuale, a un incremento annuo di 80 persone diplomate in una formazione sociosanitaria di base e terziaria, di cui 50 nella formazione infermieristica». Dai 200 diplomati attuali si dovrà quindi passare a 250.

«Ad oggi il fabbisogno in Ticino è coperto, ma va tenuto conto che questo è possibile solo con l'aiuto degli infermieri da oltre frontiera», osserva dal canto suo, sempre all'emittente di Comano, Anna Piccaluga-Piatti, responsabile della formazione di base presso il Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI.

Gli sforzi per riuscire a coprire il fabbisogno sono in atto. «Ma va detto - continua - che non sarà possibile neanche nel futuro: in effetti non è pensabile riuscire a formare un numero sufficiente di persone tutte del territorio».

La promozione della professione infermieristica

La professione va comunque resa più attrattiva. Durante la pandemia, gli infermieri - lo ricorda Piccaluga-Piatti - «sono stati visti come ‹eroi›, persone da applaudire e da valorizzare». In seguito ci si è focalizzati sulle difficili condizioni di lavoro, sulla carenza di personale, e sulla fatica fisica e psicologica che porta diversi infermieri all'abbandono precoce della professione.

Infatti: tra le principali misure previste dal Piano ProSan 2021-2024 si conta - oltre all'aumento dei posti di stage e della remunerazione durante i momenti formativi - il consolidamento e la promozione di progetti e misure già in atto «tesi a scoraggiare l'abbandono professionale, nonché utili a favorire il rientro professionale di chi ha lasciato il settore in questione» spiega Del Don.

Un mestiere «tra tecnica e umanità»

Nella promozione della formazione infermieristica SUPSI - osserva Anna Piccaluga-Piatti - «cerchiamo di mettere in luce gli aspetti più interessanti della professione che unisce una dimensione ‹tecnica› (biologica e tecnologica) a una dimensione molto relazionale e umana».

Si tratta di un mestiere «che copre svariati ambiti di attività (dalla salute mentale alle cure intense, passando da oncologia, chirurgia, cure palliative, medicina interna, cure a domicilio...), e opera su tutte le fasce d'età e su diversi gruppi (individui, famiglie...)».

Altri 280 giovani alla linea di partenza

Nel frattempo anche quest'anno sono circa 280 i giovani - suddivisi equamente tra SSSCI e SUPSI - che si apprestano a iniziare la formazione infermieristica. Un numero stabile negli anni. «L'interesse - assicura Del Don - è sempre alto, con una richiesta che supera i posti disponibili».

«L'obiettivo concordato col Cantone - aggiunge Piccaluga-Piatti, parlando del corso SUPSI - è arrivare a 140 matricole nel 2024 e cercare nel limite del possibile di limitare gli abbandoni in modo tale che di queste 140 future matricole, almeno 130 arrivino dopo tre anni al Bachelor».