La protezione civile punta sui droni e forma piloti al loro utilizzo

2.10.2018

Sono sempre più numerosi gli enti per la protezione civile che si affidano ai droni per valutare rapidamente dall'alto la situazione in caso di pericolo. Nel Canton Appenzello Esterno otto membri della protezione civile si stanno attualmente sottoponendo ad un addestramento sul pilotaggio dei droni.

«Matrice 200», un drone di quasi quattro chili, troneggia come un grosso insetto nella sede della protezione civile del Canton Appenzello Esterno, a Teufen (AR). Il pilota, il cameraman e l'operatore radio si stanno preparando per l'esercitazione. Una volta eseguiti tutti i controlli, il drone è «ready to fly».

Sotto gli occhi dell'istruttore Ueli Sager, il drone a quattro rotori si alza in volo e si dirige verso il luogo dell'«incidente», rappresentato per l'occasione da una casa parzialmente distrutta e da detriti. Il sole splende e la telecamera orientabile fissata sul drone restituisce al cameraman immagini molto nitide.

Anche di notte e con la pioggia

«Ciò di cui abbiamo bisogno sono immagini e video di buona qualità anche con il brutto tempo», spiega Samuel Signer, comandante della protezione civile del Canton Appenzello Esterno. I droni possono volare anche di notte e con la pioggia. Soltanto nebbia fitta, grandine e vento forte possono impedire qualsiasi tipo di intervento.

Il Canton Appenzello Esterno è uno dei primi cantoni a disporre di una sezione della protezione civile interamente dedicata ai droni, che dovrebbe diventare operativa entro l'inizio del 2019. La «flotta» è composta dal grande drone nero Matrice, da un altro apparecchio bianco dalle dimensioni più piccole, da diversi accessori e da una custodia per riporli. Prezzo: circa 15'000 franchi.

Sei membri della protezione civile del Canton Appenzello Esterno e due colleghi del Canton Nidvaldo seguiranno per una settimana una formazione sul pilotaggio dei droni. In programma molta teoria – diritto aereo, meteorologia, pilotaggio, aerodinamica o ancora tecniche di navigazione aerea – ma anche un addestramento pratico. Sarà trattato anche il comportamento umano in situazioni di stress.

Meglio di un elicottero

Alla fine della settimana, gli otto partecipanti dovranno sostenere l'esame «Due» della Federazione svizzera droni civili (FSDC), che attesterà le loro competenze professionali. L'istruttore Ueli Sager, presidente della FSDC, è egli stesso un professionista del settore. La sua società, la Remote Vision, propone ai settori agricolo e industriale il ricordo ai droni.

Ueli Sager spiega che in caso di disastro, soprattutto frane, inondazioni, piene o incendi, in cui c'è un elevato rischio di crollo, i droni possono consentire alla protezione civile di valutare la situazione rapidamente e senza pericolo. Le telecamere inviano immagini in alta risoluzione.

Finora, in simili situazioni, erano gli elicotteri ad intervenire. Tuttavia questi ultimi sono molto più costosi e dipendenti dalle condizioni atmosferiche rispetto ai droni. In futuro, i piloti di droni della protezione civile dovranno seguire ogni anno corsi di aggiornamento ed esercitazioni pratiche per rinfrescare le loro conoscenze.

170 professionisti con licenza

Il «job» di pilota di droni gode di grande popolarità fra i membri della protezione civile. I piloti devono passare una selezione e vengono scelti fra 15 candidati. Dato che la licenza «Due» comporta dei vantaggi anche nella vita privata, i candidati devono pagare di tasca propria i 200 franchi della formazione. Secondo Ueli Sager, soltanto 170 persone in Svizzera possiedono attualmente tale licenza.

A titolo di paragone, in Svizzera sono già stati venduti 100'000 droni. Secondo l'istruttore di pilotaggio, non si sa quanti di essi sorvolano effettivamente campi, villaggi e città. Per il momento il loro utilizzo resta poco regolamentato. Del resto numerosi sarebbero i piloti amatoriali di droni senza sufficienti conoscenze in materia.

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