Mentalmente instabile: ha il diritto di rimanere in Svizzera?

Jennifer Furer

15.9.2020 - 15:43

Un disturbo psichico può essere considerato una ragione per non espellere una persona dal Paese?
Getty Images

Una donna originaria del Brasile, arrivata vent'anni fa, dovrebbe lasciare la Svizzera. Benche sia già esecutiva, la sentenza deve essere riesaminata. La motivazione: la donna in questione soffre di disturbi psichici.

La cinquantasettenne brasiliana vive in Svizzera da vent'anni ed è tenuta a lasciare il Paese a causa di un reato commesso e all’assenza di grave difficoltà economica o sociale. L’Ufficio della migrazione ha notificato in più occasioni alla donna che soggiornava in Svizzera illegalmente e che doveva lasciare il Paese in base a una sentenza della Corte suprema del Canton Zurigo, che Bluewin è riuscito ad ottenere.

Poiché la donna non si è conformata, l'ufficio del Pubblico Ministero di Zurigo-Sihl l'ha dichiarata colpevole di soggiorno illegale con decreto penale e l'ha condannata a una multa di 10 giorni con una pena sospesa di 30 franchi.

Benché la sentenza sia esecutiva, la donna originaria del Brasile chiede la revoca e il versamento di un indennizzo e di un risarcimento morale pari a 200 franchi.

Nuove prove o nuovi fatti

La Corte suprema del Canton Zurigo ha dato seguito alla richiesta dell’imputata e ha accolto la domanda di ricorso. L’autorità ha sospeso l’ordinanza e ha rinviato la questione al Pubblico Ministero per un riesame. Inoltre, in questa sede, può e deve essere rivalutata anche l’espulsione.

Come si è arrivati a questo punto? In virtù del codice di procedura penale, la Corte suprema del Canton Zurigo ritiene che un ricorso possa essere presentato nonostante una sentenza esecutiva in caso di nuovi fatti o nuove prove sopravvenuti prima della sentenza.

Così, in presenza di nuovi fatti o nuove prove e se questo porta a un proscioglimento o a una significativa riduzione della pena della persona condannata, anche una sentenza esecutiva può essere revocata.

Incapace di intendere e di volere

Nella situazione specifica dell’imputata, secondo la Corte suprema del Canton Zurigo, è stata presentata una nuova perizia sul suo stato mentale, secondo cui si certifica che l’imputata presentava una imputabilità penale parziale o totale e una capacità fortemente limitata di controllare i propri impulsi.

Pertanto, secondo una diagnosi, la donna, che lavora come colf e riceve assistenza sociale, soffrirebbe di un disturbo delirante. Questo disturbo avrebbe impedito all'imputata di mantenere un lavoro sufficientemente retribuito.

Secondo la Corte suprema del Canton Zurigo, la perizia precisa che l’«instabilità mentale» della donna le ha impedito di tutelare i suoi interessi nell’ambito della procedura che riguarda il diritto degli stranieri, ritenedola incapace di intendere e manifestare la propria volontà.

L’imputata non poteva valutare la situazione

L’imputata non era dunque in grado di valutare le conseguenze della sentenza e dunque l’espulsione dal Paese. Non era chiaro per la ricorrente che non possedeva più il permesso di soggiorno. La sentenza della Corte suprema del Canton Zurigo ritiene che «in ragione del suo disturbo delirante, attestato attraverso una perizia, la ricorrente non poteva sapere di non essere più in possesso di un permesso di soggiorno valido».

La sentenza precisa che la brasiliana non era assolutamente in grado di presentare un ricorso contro la decisione al momento opportuno. L’imputata non ha dunque violato né intenzionalmente né per negligenza la legge federale sugli stranieri e l’integrazione, prosegue la sentenza, indicando che, in ragione della sua incapacità di intendere, la ricorrente non ha potuto rendersi conto del suo reato.

La palla passa al Pubblico Ministero

La perizia indica che la capacità intellettuale dell’imputata di capire e valutare ragionevolmente una data situazione deve essere rivista. Sarebbe tuttavia evidente che l’imputata non è in grado di pronunciarsi sulla difesa dei suoi interessi nel procedimento relativo al diritto degli stranieri.

La Corte suprema del Canton Zurigo ha recipito la perizia e ha quindi assolto l’imputata nonostante un ordine esecutivo. Spetta adesso al Pubblico Ministero stabilire non solo se la donna debba essere prosciolta dal reato di soggiorno illegale in Svizzera ma anche se la sua espulsione dal Paese debba essere annullata a causa del suo disturbo mentale.

La sentenza della Corte suprema del Canton Zurigo non è ancora definitiva e può pertanto essere impugnata davanti al Tribunale federale.

Tornare alla home page