Patricia Danzi alla testa della DSC

ATS

13.12.2019 - 16:40

Il consigliere federale Ignazio Cassis e la futura direttrice della DSC, Patricia Danzi.
Source: KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

La cinquantenne Patricia Danzi, originaria di Kerns (OW), Prato Leventina (TI) e della Nigeria, è la nuova direttrice della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). La sua entrata in funzione è prevista per l'inizio di maggio.

Danzi, attualmente direttrice regionale del settore Africa presso il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) di Ginevra, è stata nominata oggi dal Consiglio federale al posto di Manuel Sager, prossimo alla pensione, alla guida della DSC dal 2014, ha dichiarato oggi ai media il consigliere federale Ignazio Cassis, sottolineando come si tratti della prima donna che accede alla direzione della DSC.

Patricia Danzi, due figli che come lei portano il cognome dell'ex marito, un ticinese di Prato Leventina, si è dimostrata la candidata migliore al termine di un lungo percorso di selezione, ha spiegato il ministro degli affari esteri.

Competenze nel settore della cooperazione allo sviluppo

Danzi, secondo il ministro del PLR, nel corso della sua carriera ha acquisito vaste competenze nel settore della cooperazione allo sviluppo, specialmente quelle che si riferiscono al contesto africano, e dispone inoltre di un'eccellente rete di contatti in ambito internazionale.

Il suo curriculum – ha aggiunto Cassis – comprende un ampio ventaglio di attività nel campo della negoziazione, del collegamento e della mediazione con gli attori più diversi nelle zone di guerra e di crisi, la direzione di diverse missioni del CICR come pure compiti organizzativi interni e ristrutturazioni.

Da quattro anni è a capo della direzione regionale Africa per il CICR a Ginevra, che conta circa 7500 collaboratori. «Dispone quindi delle competenze necessarie per sviluppare ulteriormente la cooperazione internazionale della Svizzera e dirigere la DSC, si è rallegrato Cassis, aggiungendo che Danzi è stata anche una sportiva di alto livello, avendo partecipato ai giochi olimpici di Atlanta del 1996 nell'eptathlon.

«Uno sguardo diverso sulle sfide che mi attendono»

Prendendo la parola, Patricia Danzi ha detto di sperare di poter portare in seno alla DSC uno sguardo diverso sulle grandi sfide che l'attendono, come il fenomeno migratorio e cambiamenti climatici.

In particolare, poiché si tratta di sfide globali che toccano molti ambiti, Danzi ha dichiarato che cercherà di coinvolgere gli altri dipartimenti, e di inserire ancora di più la politica elvetica in questi settori a livello internazionale, facendo attenzione a valorizzare le competenze in seno alla DSC e utilizzare in maniera efficiente i soldi dei contribuenti.

Patricia Danzi crede che il fatto di non provenire dalla diplomazia possa essere un vantaggio, nel senso che le consente di avere sul lavoro in seno alla DSC uno sguardo più «fresco», benché sia consapevole di avere ancora molto da imparare anche se, come da lei stessa affermato, «mi piace imparare e imparo in fretta».

La riscoperta di alcuni valori tipicamente elvetici

Tra i motivi che l'hanno spinta a cercare questa nuova sfida, Patricia Danzi ha anche citato – dopo tanti anni trascorsi all'estero – la riscoperta di alcuni valori tipicamente elvetici, come la solidarietà e la tradizione umanitaria, beni preziosi sempre più importanti in un mondo così polarizzato come quello odierno.

Dopo gli studi in geografia al Politecnico federale e all'Università di Zurigo, con indirizzo scienze ambientali e agrarie, Patricia Danzi ha studiato cooperazione allo sviluppo all'ateneo di Ginevra, per poi entrare nel 1996 alle dipendenza del CICR lavorando come delegata in Africa, America del Sud e nei Balcani.

Nel 2004 ha assunto il ruolo di vice-responsabile del settore Corno d'Africa, per poi occupare la funzione di consulente politica del responsabile d'intervento del CICR. Nel 2008 le è stata affidata la direzione operativa del continente americano. Da quattro anni è a capo della direzione regionale Africa per il CICR a Ginevra.

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