Presto al via in Svizzera la fase di contenimento

ATS

1.5.2020

Daniel Koch
Keystone

Nella Confederazione ci si prepara per una nuova fase di contenimento della diffusione del coronavirus. Un periodo in cui si dovranno tracciare i contatti, anche tramite un'applicazione, ma in cui è fondamentale il comportamento adeguato da parte della popolazione per evitare una seconda ondata epidemica.

"Se gli svizzeri rispettano le regole di igiene e di distanziamento sociale, riusciremo a far fronte anche alla seconda ondata. Ho fiducia nella popolazione", ha detto oggi in conferenza stampa a Berna Daniel Koch, delegato dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per il Covid-19.

Le cifre legate ai nuovi contagi negli ultimi giorni sono in leggero ribasso nella Confederazione e questo fa sì che in una prossima fase vi potranno essere aperture in modo scaglionato e poi arrivare alla fase di contenimento, ha ribadito Koch.

Sono sempre meno i casi di infezioni e di conseguenza il rischio diventa sempre inferiore. Vogliamo evitare una riacutizzazione. La situazione sarà sostenibile se saremo in grado di risalire la catena dei contagi, ha aggiunto.

Tracciamento dei contatti per risalire alla catena dei contagi

Nel canton Zugo, ad esempio, è di nuovo operativo il sistema di contact tracing, sulla falsa riga di quanto avvenuto nelle prime settimane dell'epidemia. Il tracciamento dei contatti permetterà di risalire alla catena dei contagi, ha spiegato Rudolf Hauri, medico cantonale di Zugo.

Se una persona risulta infetta, si ordina la quarantena e si risale ai contatti avuti da quest'ultima almeno negli ultimi due giorni, ha aggiunto. In seguito le persone con cui è stata a contatto vengono informate e vi è una verifica dello stato di salute e di eventuali sintomi, nonché la valutazione in merito a un possibile periodo di quarantena.

Secondo i piani dell'UFSP, la quarantena durerà dieci giorni. La cosa più importante è ancora che ogni persona cerchi di non trasmettere il virus e di non essere infettata, ha detto Koch.

App di tracciamento

Uno strumento che potrebbe rivelarsi utile in questo contesto è la nuova applicazione per il tracciamento del coronavirus DP3T ("Decentralized Privacy-Preserving Proximity Tracing"), il cui lancio è previsto il prossimo 11 maggio, anche se la versione definitiva è prevista entro la fine del mese.

Il sistema si basa sulla tecnologia bluetooth di cui dispongono quasi tutti i cellulari. Se una persona risultata positiva si è trovata a meno di due metri di distanza da un'altra per oltre 15 minuti, l'applicazione invia una notifica in cui raccomanda di contattare le autorità sanitarie. Tuttavia, sta alla persona contattare la hotline o il medico, ha precisato Marcel Salathé, epidemiologo del Politecnico federale di Losanna e a capo del gruppo di esperti "Digital epidemiology" della task force scientifica istituita dalla Confederazione.

La tecnologia di questa app deve essere "trasparente", ha sottolineato Salathé, aggiungendo che l'utilizzo dell'applicazione deve essere facoltativo e che la raccolta delle informazioni è codificata e decentralizzata per permettere una protezione dei dati.

L'app è al momento in fase di test da parte di ricercatori dei due politecnici federali. Al momento, tuttavia, gli sviluppatori sono in attesa delle API (acronimo di Application Programming Interface) di Google e Apple, ovvero un insieme di interfacce di programmazione delle applicazioni.

Mascherine

La Farmacia dell'esercito fino alla fine di aprile ha consegnato alla Confederazione un totale di 35 milioni di mascherine igieniche, ha indicato a Berna Markus Näf, brigadiere e coordinatore degli acquisti per il Dipartimento federale della difesa. Di esse, 13 milioni sono state destinate al commercio al dettaglio e 22 milioni sono state fornite ai Cantoni.

La Confederazione ha anche circa 20 milioni di maschere in magazzino al momento. Inoltre, sono ancora previsti 6 voli in arrivo in Svizzera per mascherine prodotte in Asia, che saranno disponibili dal prossimo martedì, insieme a 640 respiratori artificiali.

Il laboratorio federale dei materiali Empa, con sede a Dübendorf (ZH) ha inoltre dato il via libera per le mascherine in tessuto di fabbricazione svizzera, che sono quindi ora disponibili sul mercato.

Näf ha poi sottolineato che i prezzi delle mascherine igieniche nelle ultime due settimane si sono ridotti di due terzi, aggiungendo che le offerte che vanno da 25 centesimi fino a 50 centesimi l'una, sempre a seconda del tempo di fornitura e di trasporto delle mascherine. È comunque un prezzo molto volatile", ha precisato.

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