Formazione

Apprendistato, il Covid rimescola le carte

hm, ats

27.8.2021 - 20:00

Un tirocinio apre le porte a una carriera professionale.
Keystone

La pandemia di coronavirus sta avendo effetti importanti sul panorama dell'apprendistato in Svizzera: certe professioni, come quelle infermieristiche, si sono fatte più richieste, mentre altre – ad esempio nella ristorazione lo sono meno.

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27.8.2021 - 20:00

È quanto emerge da un giro d'orizzonte realizzato dall'agenzia Awp.

Tutti ricordano gli applausi dai balconi per gli operatori sanitari: la stima nei loro confronti è aumentata e ciò ha avuto effetti positivi sulla domanda di posti di tirocinio. «Valori come utilità della professione, apprezzamento, sicurezza in caso di crisi opportunità di carriera rendono questi mestieri attraenti», afferma Luca D'Alessandro di Odasanté, organizzazione del ramo.

Nella Svizzera centrale non ci sono mai state così tante candidature per posti di infermiere come quest'anno, riferisce Xund, il centro di formazione sanitaria della regione in questione. Una tendenza che viene confermata anche da H+, l'associazione degli ospedali elvetici, e dalle cifre dell'Ufficio federale di statistica (UST): il numero di apprendisti è aumentato di più di un decimo dal 2019 al 2020. Secondo gli esperti, questo trend dovrebbe continuare nei prossimi anni: da solo però non risolverà la carenza di infermieri.

«Anche se il numero di domande è aumentato, è diventato più difficile trovare personale adatto», spiega Anne Bütikofer di H+. Molti giovani non sono consapevoli di quanto sia impegnativo il lavoro in questione. «Spesso scelgono un apprendistato da noi come seconda o terza opzione e non sono in chiaro su cosa aspettarsi».

In tutta la Svizzera a metà luglio 58'000 giovani avevano già firmato un contratto di apprendistato, 2500 in più rispetto all'anno precedente. E non solo nelle professioni infermieristiche il Covid ha causato cambiamenti. Un esempio è l'edilizia: anche se il comparto prevede un numero simile di posti di tirocinio da coprire – nel 2020 c'erano 2246 nuovi apprendisti – la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) ha notato un aumento dell'interesse. Il motivo: durante la pandemia, le professioni considerate sicure sono particolarmente richieste. «I futuri apprendisti si rendono sempre più conto che non solo con una cravatta è possibile una carriera, che anche le professioni edili offrono varie opportunità», afferma Matthias Engel della SSIC.

Positiva è la situazione anche in ambito informatico. Per bocca di Elisa Marti l'associazione di categoria ICT Formazione professionale si dice molto sollevata per il fatto che, nonostante la pandemia, non si sia verificato un calo degli apprendisti. «A causa della crescente domanda di specialisti informatici in quasi tutti i settori, questo sarebbe stato devastante per l'economia»,

Anche l'Associazione svizzera dei banchieri non ha notato un crollo della domanda di tirocini legato all'incertezza prevalente. E la stessa osservazione è stata fatta da chi – come Philipp Sax – opera nel settore della carne. «Una difficoltà, tuttavia, era che non c'erano eventi per la scelta della carriera: abbiamo cercato di contrastare questo fenomeno con visite scolastiche e giornate di porte aperte», afferma l'esponente di un'associazione di categoria del settore.

A soffrire della situazione è invece stato in particolare il settore della ristorazione. «I giovani hanno potuto presentarsi ed effettuare brevi stage solo in misura limitata: ci aspettiamo quindi che il ramo firmi meno contratti di apprendistato rispetto all'anno scorso», commenta Gastrosuisse. Sino alla fine di giugno molti posti di tirocinio erano ancora vacanti, ma stando all'associazione il reclutamento dei giovani è nel frattempo ripreso.

Vi sono stati anche auspici che non hanno trovato conferma. Le imprese di panetteria e pasticceria speravano di beneficiare di un maggior numero di domande a causa dell'incertezza in altri settori. «Purtroppo non è stato così», ha indicato la sezione di Berna-Soletta dell'associazione del ramo. Il livello della domanda è comunque rimasto stabile e le aziende se la sono ancora una volta cavata. Anche in tempi di pandemia alzarsi presto per andare a fare il pane può essere uno svantaggio troppo grande per molti giovani.

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